CircOILeconomy: il mercato milionario dell’olio rigenerato

Organizzato dal CONOU, il roadshow CircOILeconomy è di nuovo itinerante, per promuovere la raccolta e riutilizzo degli olii minerali usati in Italia

CircOILeconomy è il roadshow sulla corretta gestione dell’olio lubrificante usato nelle imprese, organizzato da CONOU. Un ottimo esempio di come un materiale ampiamente considerato inquinante può essere re-immesso sul mercato tramite un’ottica che ha come focus l’economia circolare. Il corretto riutilizzo di questi olii potrebbe non solo aiutarci a rispettare l’ambiente, ma potrebbe addirittura tradursi in possibilità economiche del valore di milioni di euro. CircOILeconomy si addossa la comunicazione e promozione dei molti vantaggi legati alla re-immissione di questo materiale di scarto, provandone i molteplici vantaggi ambientali e finanziari. La nuova tappa di questo unico roadshow è il Veneto, più precisamente nella sede di Confindustria Venezia, con l’obiettivo di mettere in contatto tra loro rappresentanti e responsabili ambiente dei maggiori produttori di oli usati, istituzioni competenti, concessionari CONOU e aziende di rigenerazione. Il progetto di CircOILeconomy si concentra su come l’olio minerale  può trasformarsi da rifiuto pericoloso per l’ambiente e per la salute dei cittadini a un’importante risorsa economica, quando adeguatamente gestito. Oltre all’organizzazione di CircOILeconomy, il CONOU coordina l’attività di 71 aziende private di raccolta distribuite su tutto il territorio nazionale che ogni giorno raccolgono i lubrificanti usati dai detentori di questo rifiuto. In 35 anni di attività il Consorzio è riuscito a raccogliere 5,7 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, 5,1 milioni delle quali avviate alla rigenerazione.

“La gestione dei rifiuti è il punto di partenza per dare attuazione all’economia circolare”
Gli intenti

L’intento – ha dichiarato Riccardo Piunti, Vicepresidente del CONOU – è quello di supportare gli imprenditori, che hanno a che fare con un rifiuto complesso da gestire, sugli obblighi di legge, le norme di sicurezza e le procedure da seguire per il suo corretto stoccaggio. Puntiamo così a migliorare la qualità degli oli raccolti, favorendo il processo di rigenerazione.  In questo modo si eleverà ulteriormente l’efficacia di una filiera già molto performante, rendendo le imprese protagoniste di un sistema virtuoso di economia circolare”. 

La gestione dei rifiuti – dichiara Fabrizio Trevisiol, Vicepresidente di Confindustria Venezia e Presidente della società di servizi Punto Confindustria, che si occupa dei problemi ambientali delle aziende associate – è il punto di partenza per dare attuazione all’economia circolare. Saper gestire correttamente il deposito e l’avvio a recupero dei rifiuti, per un produttore, significa, non solo rispettare il dettato normativo, ma mettere le basi per il corretto recupero e il futuro utilizzo dei prodotti derivati. In un’economia come quella italiana, la circolarità dei materiali e la loro rigenerazione garantiscono risparmi e produzioni ambientalmente compatibili. Per questo, abbiamo colto con estremo favore la proposta informativa del Consorzio; l’evento di oggi ha lo scopo di divulgare la sensibilità verso questo tipo di approccio alle produzioni in cui il rifiuto, se gestito correttamente, diventa risorsa”.

I numeri

Secondo i dati diffusi oggi da CircOILeconomy, nel 2017 nel solo Veneto sono state 27.122 le tonnellate di olio lubrificante usato raccolte, il 99% delle quali sono state avviate a riciclo tramite un processo di rigenerazione standard. Questo si è tradotto in un significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese, pari a circa 10 milioni di euro (circa il 15% del totale nazionale).

Dopo Venezia il viaggio proseguirà per tutto il 2019 con un programma di incontri sul territorio, disponibile e consultabile on line nella sezione dedicata del sito www.conou.it che raccoglierà anche tutti i materiali delle giornate di lavoro organizzate tramite lo stesso CircOILeconomy

“Un significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese, pari a circa 10 milioni di euro”

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