Acqua: quanta ne consumiamo veramente?

Oltre ai due litri che beviamo quotidianamente, quanta acqua consumiamo per mangiare e vestirci? Un ulteriore 3.4696 litri ogni giorno.

L’acqua, o meglio, il risparmio dell’acqua sembra essere sempre uno degli argomenti più gettonati quando, proprio come oggi, l’Italia sembra essere colpita da un’ondata di caldo torrido e siccità. Effetti del cambiamento climatico a parte, la scarsità di acqua potabile è una pericolosa realtà non solo per noi sette miliardi di abitanti sul pianeta, ma anche per le moltissime forme di flora e fauna con cui co-abitiamo.

In Italia la crisi dell’acqua ha fatto emergere, come tutte le estati, il fattore di sperpero procurato da una rete idrica obsoleta e una scarsa – o del tutto assente – manutenzione, con il risultato del 40% di spreco delle risorse a nostra disposizione.

Le giurisdizioni locali invitano la popolazione a non sprecare acqua, cominciando dal rubinetto di casa: un consiglio utile, ma sfortunatamente riduttivo quando messo in un ben più ampio contesto socio-culturale. Lo spreco non deriva solo dal rubinetto di casa o da una falla nella rete idrica, ma anche da quello che mangiamo o indossiamo.

Per comprendere meglio il nostro esatto consumo, prendiamo come esempio la misura di “acqua virtuale”, un concetto introdotto nel 1993 da il professore del King’s College Tony Allan, per conoscere quante risorse idriche occorrono per le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di cibi, beni e servizi che consumiamo ogni giorno.

“Lo spreco non deriva solo dal rubinetto di casa o da una falla nella rete idrica, ma anche da quello che mangiamo o indossiamo.”
IL CALCOLO DEI NOSTRI CONSUMI

Questa misura divide i consumi d’acqua in gruppi singoli da 50 litri l’uno -la capienza standard di un normale scaldabagno. Per capire concretamente il nostro consumo idrico, immaginiamo che mentre mangiamo un hamburger siamo circondati da almeno 53 scaldabagni, per una capienza complessiva di 2.400 litri. È questa la quantità idrica che occorre per produrlo, lo stesso vale quando indossiamo una semplice t-shirt per la quale è come indossare almeno 54 altrettanti scaldabagni e per un paio di jeans arriviamo ad essere circondati da ben 160 scaldabagni. Acqua virtuale e scaldabagni a parte, queste rimangono ugualmente cifre spaventose.

Facendo un calcolo inclusivo anche di imballaggio e distribuzione, possiamo valutare che un kg di pollo è quindi pari a 4.300 litri di acqua, di maiale ne occorrono ben 6.000 di litri e per allevare un manzo arriviamo a 15.400 litri.

Mentre per i consumi vegetali troviamo numeri che, sebbene ridotti, rimangono ugualmente molto alti: per un kg di grano occorrono almeno 1.800 litri, per il riso addirittura 2.500 per arrivare più modestamente alla mela con 800 litri solo per un kg.

In pratica per ogni due litri di acqua che beviamo ogni giorno dovremmo aggiungere, secondo queste stime, anche i 3.4696 litri impiegati nella produzione di gran parte del cibo che mangiamo, senza contare i consumi coinvolti nell’industria e i servizi.

COME CAMBIARE

Secondo moltissimi esperti, questi consumi potrebbero essere contenuti grazie a cambiamenti nella nostra routine quotidiana. Uno di questi consisterebbe nel prediligere l’allevamento sostenibile di animali che mangiano al pascolo utilizzando i frutti spontanei della terra e le risorse idriche naturalmente disponibili. Oppure, ridurre l’insensato consumo di prodotti fuori stagione, come le fragole in pieno inverno e broccoli e asparagi in estate. Per non parlare della frutta che proviene dal Cile o dal Sud Africa, che impiega consumi enormi per il trasporto e la conservazione. L’uso di prodotti a km 0 potrebbe apportare un grande risparmio nel modo in cui utilizziamo l’acqua.

Chiudere il rubinetto quando laviamo i piatti è e rimane certamente una scelta sana ed educativa, ma se il piatto che laviamo è sporco di pomodori importati fuori stagione, allora rimarremo ancora lontani da un consumo intelligente e sostenibile.

“Per ogni due litri di acqua che beviamo ogni giorno, dovremmo aggiungere anche i 3.4696 litri impiegati nella produzione del cibo che mangiamo”

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