Domenica No Plastic, puliamo le nostre spiagge!

Domenica No Plastic, un progetto trasparente come l’acqua delle nostre spiagge - o forse, come l’acqua delle nostre spiagge dovrebbe essere.

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Con Domenica No Plastic, Save The Planet presenta un progetto che intende liberare le nostre spiagge dalla vera e propria infestazione di rifiuti plastici, arenati o abbandonati. Nata da un’iniziativa di Samuel Lo Gioco, i presupposti di Domenica No Plastic sono semplici, pulire le coste dai detriti di plastica: “sono i piccoli gesti di un gruppo di persone che hanno la forza di motivare e farsi motivare, che possono migliorare il mondo in cui viviamo“. Perché questo avvenga, dobbiamo impegnarci e promettere a noi stessi di fare qualcosa in più ogni giorno. Il Progetto è nato a ottobre 2018 in cui da solo, con costanza, dedicavo le mie domenica alla pulizia delle spiagge, con la voglia di offrire il mio contributo al Pianeta” – dice Lo Gioco – “Con questi presupposti abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e realizzare l’iniziativa “Domenica No Plastic” by Save the Planet. Un progetto ambizioso in cui ci impegniamo a pulire, ogni domenica, le nostre bellissime spiagge con i nostri volontari.” Durante l’estate, quando pulire le battigie sarà più difficoltoso, sposteremo le nostre attenzioni su altri spazi pubblici, altrettanto bisognosi di cure.

Per ogni cento metri di spiaggia, si possono trovare 620 detriti abbandonati
Le spiagge italiane

Domenica No Plastic nasce come risposta organica agli allarmanti dati sullo stato ambientale delle nostre coste: il 39% dei campioni prelevati dai nostri mari risulta “fortemente inquinato” e il 9%inquinato”. Questi sono i dati rilasciati da Legambiente la scorsa estate, al picco della stagione balneare. Ed è la stessa NGO che, con una indagine su 78 lidi della penisola, ha scoperto che a per ogni cento metri di spiaggia, si possono trovare 620 detriti abbandonati di diverse tipologie. Nella top ten dei rifiuti abbandonati e rinvenuti sulle nostre spiagge troviamo tappi, bottiglie, cotton fioc e polistirolo. Si stima che, cercando una ragione sulla presenza di inquinamento plastico arenato sulle nostre coste, il 42% dei casi è da attribuirsi ad una cattiva gestione dei rifiuti, come l’abitudine – completamente primitiva – di buttare ancora i bastoncini per le orecchie nel wc. E la presenza di plastica nei nostri mari non si limita certamente alle spiagge, come nel caso di Rosaria, la tartaruga Caretta caretta recentemente salvata a Maratea: le creature marine tendono a confondere i detriti con il cibo, e come scoperto, sono state trovate tracce di plastica negli stomaci del 71% delle tartarughe morte in Italia.

Le origini dell’iniziativa

Riferendosi alle origini del progetto Domenica No Plastic, Lo Gioco prosegue: “La vita ci insegna che la determinazione premia sempre e così è stato anche per me. Oggi non sono più solo, ma con me ho avuto l’onore di avere professionisti sportivi, imprenditori e tante persone sensibili quanto me nel rispetto dell’ambienteAbbiamo quindi compreso quanto ogni nostro piccolo gesto compiuto nel collettivo sappia trasformarsi in qualcosa di grande e importante” È da anni che i nostri oceani ci stanno inviando segnali di aiuto. La posizione geografica dello stesso Mediterraneo può far pensare che le coste italiane siano immuni dal vertiginoso inquinamento studiato negli oceani del mondo, ma le prove del suo stato reale sono sempre più schiaccianti. Nei secoli siamo stati capaci di mettere a rischio l’ecosistema marino con le nostre plastiche, che oggi hanno un peso di oltre 8 milioni di tonnellate, gravando fortemente. Il messaggio di aiuto è chiaro. A noi la scelta di captare il messaggio e agire in soccorso del nostro pianeta, e Domenica No Plastic vuole anche dire scegliere di fare una differenza per le sorti dell’ambiente.

Ogni piccolo gesto, compiuto nel collettivo sa trasformarsi in qualcosa di grande

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