Dall’Italia parte la svolta green nel settore informatico

La startup sanremese Green Idea Technologies insegna come sia possibile ridurre le emissioni di CO2 senza sacrificare l’efficienza tecnologica

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Se c’è un mantra che noi di Salviamo Il Pianeta affrontiamo da sempre, è proprio lo schema produci-usa-dismetti che ha caratterizzato le attività produttive di ogni azienda dalla Prima Rivoluzione Industriale. Questo modello economico, definibile come lineare, è di fatto il principale responsabile del consumo sempre più sfrenato delle risorse del nostro pianeta nonché dell’immissione di enormi quantità di rifiuti nell’ambiente. In altre parole, per concludere questa sintesi estrema, l’inquinamento poggia in buona parte proprio su questo schema. Va però aggiunto che, recentemente, si sta parlando sempre più di economia circolare. Cosa proporrebbe in alternativa? Praticamente, con la re-immissione della risorsa consumata nelle attività produttive dopo il suo consumo, innesca un ciclo virtuoso il cui impatto ambientale è di gran lunga inferiore.

è possibile effettuare automaticamente le operazioni di calcolo delle emissioni di CO2 dei prodotti informatici

Oggi parleremo di come una simile idea possa essere applicata anche al settore dell’informatica (ICT), i cui rifiuti elettronici sono tra i più tossici per l’ambiente oltre che non biodegradabili. Si tratta di una storia tutta italiana, che ha per protagonista la startup Green Idea Technologies. Grazie a una suite di propria invenzione dal nome ICT Circular Soft, e che viene fornita alle aziende interessate, è possibile effettuare automaticamente le operazioni di calcolo delle emissioni di CO2 dei prodotti informatici oltre che certificarne l’impatto ambientale. Vengono così favoriti l’acquisto e la cessione di pc e stampanti usate a dei venditori specializzati in prodotti rigenerati, ovvero riportati a nuovo e con standard di qualità elevati. Si tratta quindi di un processo virtuoso che si allinea tanto al principio di economicità, quanto a quello di sostenibilità. Domingo Noguera, CEO e fondatore di Green Idea Technologies, spiega che il risparmio medio per ogni dipendente si aggira sui 340 euro e i 400 chilogrammi di CO2 su base annuale.

Aggiunge inoltre: “grazie all’economia circolare, l’azienda non risparmia solo in fase d’acquisto, ma evita anche lo smaltimento, rivendendo i prodotti a fine vita ai nostri ricondizionatori” – e ancora – “Ci proporremo alla pubblica amministrazione come anche alle piccole imprese, ma una delle nostre sfide principali è raggiungere i privati.” Considerando poi che molti esperti del settore ritengono che il gap tecnologico tra le ultime generazioni sarà notevolmente affievolito, allora l’idea di acquistare un prodotto non appena uscito potrebbe essere il miglior compromesso con il mantenimento di alti standard tecnologici. In conclusione, nonostante l’Unione Europea abbia calcolato oltre 12 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici entro il 2020, iniziative come questa rappresentano un segnale positivo verso la sfida rappresentata dal settore ICT. L’economia circolare potrebbe davvero rappresentare la grande svolta, e non vediamo l’ora di raccontarvi altre storie legate a questo mondo tutto in ascesa.

oltre 12 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici entro il 2020

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