Groenlandia scioglimento ghiacci

Le calotte di ghiaccio in Groenlandia si stanno sciogliendo ad una velocità senza precedenti, comportando gravi ripercussioni a livello globale

IDurante il luglio del 2012, l’Artico diventò così caldo che quasi l’intera superficie della calotta glaciale della Groenlandia si trasformò in fango.
L’acqua che si riversò negli oceani dopo quella drammatica estate ha fatto si che i livelli globali del mare aumentassero di oltre un millimetro. Lo scioglimento era allarmante, come nessun altro aveva mai visto prima. Ma nessuno sapeva esattamente quanto questo evento fosse insolito o preoccupante.

Ma oggi gli scienziati hanno capito che il deflusso d’acqua dalla Groenlandia sta accelerando anche più rapidamente della temperatura dell’aria. Hanno trovato, quindi, che anche se quella del 2012 fosse stata un’estate particolarmente torrida, sarebbe stata solo un’anteprima di quello che potrebbe accadere nell’immediato futuro.
L’attuale scioglimento della calotta di ghiaccio in Groenlandia è maggiore di qualsiasi altro degli ultimi tre o quattro secoli“, dice Luke Trusel, ricercatore presso la Rowan University nel New Jersey e principale autore di questo nuovo studio.

Gli effetti dello scioglimento non sono solo astratti: un completo scioglimento del ghiaccio in Groenlandia  alzerebbe l’acqua degli oceani  di ben sette metri. Gli scienziati ci avvertono quindi che quello che succede nei poli è estremamente importante per chiunque viva su una costa, o effettui una connessione di volo in un aeroporto vicino all’oceano.

un completo scioglimento del ghiaccio in Groenlandia  alzerebbe l'acqua degli oceani  di ben sette metri
Leggere il ghiaccio come un libro

Gli scienziati erano già a conoscenza che le calotte di ghiaccio in Groenlandia si stanno sciogliendo velocemente; le sue dimensioni potevano già essere tenute sott’occhio dai satelliti, ma l’accesso a questi dati chiave si limita solo agli ultimi venticinque anni. Per questo fino ad’oggi non sapevamo quanto questo rapido scioglimento fosse allarmante. Difficile dedurre quanto questo fosse insolito, senza termini di paragone diretti con il clima globale pre-industriale.
Dovendo trovare delle risposte, gli scienziati hanno analizzato il ghiaccio stesso, confrontando le informazioni di oggi con i modelli definiti in precedenza. Questo ha consentito di calcolare la quantità di deflusso risultante dal tipo di fusione superficiale registrata nei nuclei di ghiaccio.
E da questo transpare un messaggio chiaro: lo scioglimento e il deflusso iniziarono proprio quando i primi cambiamenti climatici causati dall’uomo colpirono l’Artico, verso la metà del XIX secolo. Ma il vero dramma si è svolto negli ultimi 20 anni; all’improvviso, l’intensità di fusione si è alzata fino a quasi sei volte di più rispetto a prima della rivoluzione industriale.
È davvero come attivare un interruttore“, afferma Beata Csatho, una scienziata dell’universitá di Buffalo.

L'effetto fango

È anche chiaro che la fusione sta accelerando più velocemente della temperatura stessa: Più si riscalda, più il ghiaccio diventa sensibile a quel riscaldamento, principalmente perché la fusione sulla superficie cambia colore.
È come pensare a un fiocco di neve bianco e soffice“, spiega Trusel. “Quando si scioglie, diventa fango.”

E il fango assorbe più calore del sole rispetto a fiocchi bianco brillante. E più il calore assorbe, più si assottiglia e più si scioglie. “Quindi, anche senza cambiamenti di temperatura, una volta messe in moto, le calotte si sciolgono automaticamente“, afferma Trusel.
Ciò non promette nulla di buono per il futuro, in particolare perché le temperature dell’aria nell’Artico stanno aumentando più velocemente che in qualsiasi altra parte del pianeta.
Quello che stiamo vedendo in questo momento è davvero senza precedenti. Questi aumenti di fusione sono determinati dal riscaldamento, causato dagli uomini che pompano gas serra nell’atmosfera “, conclude Ellyn Enderlin dell’Università del Maine.

"una volta messe in moto, le calotte si sciolgono automaticamente"

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