Edilizia e inquinamento in Italia

L’edilizia è  una delle industrie più energivore, responsabile per un terzo dell’anidride carbonica prodotta in Italia. Come possiamo cambiare?

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L’edilizia, o meglio – trasformare il modo in cui l’edilizia viene percepita in materia di emissioni ed etica, è una delle missioni che Save The Planet ha preso più a cuore sin dai suoi primi giorni. Ma perché concentrarsi su un industria di cui si parla così poco? Cosa c’è che non va nell’edilizia come la conosciamo oggi? Basta leggere quello che Norbert Lantschner – membro onorario della nostra Onlus e riconosciuto esperto nel campo delle tematiche ambientali – ha da dire sull’attuale situazione edile del Paese: “Abbiamo un patrimonio immenso che va rimesso in sesto – non solo dal punto di vista sismico o della sicurezza, ma anche dal punto di vista energetico”. L’edilizia è infatti una delle industrie più energivore in assoluto, responsabile per un terzo dell’anidride carbonica prodotta in Italia. Un redesign sostenibile del modo in cui costruiamo le nostre case e , conseguentemente le nostre città, può infatti essere messo in atto con un outlook che si concentra di più sul concetto di economia circolare, cioè basata su una produzione industriale con fini di riutilizzo invece che di spreco. Concentrarsi quindi non solo su un edilizia sostenibile nelle singole abitazioni, ma rispondere in toto all’esigenza di creare un osservatorio comune che integri dati sulla mobilità e le costruzioni sostenibili in un’ottica di Smart City.

L’Italia rimane al primo posto in Europa nella classifica delle emissioni medie di CO2 da edifici
I numeri

Abbiamo già parlato delle reali prospettive che l’edilizia sostenibile ha di diventare mainstream in materia di singole abitazioni, un trend dettato anche dai costi presentati dal mercato edile green: “C’è stata una tendenza generale verso la riduzione dei costi di progettazione e di costruzione associati all’edilizia sostenibile, man mano che i codici di costruzione in tutto il mondo diventano più rigidi, le catene di fornitura di materiali maturano e l’industria diventa più competente nella fornitura di materie prime per un’edilizia sostenibile“. Detto questo, l’Italia rimane comunque al primo posto in Europa nella classifica delle emissioni medie di CO2 da edifici: il 40% delle emissioni proviene dal comparto costruzioni. Basti pensare che le sole province di Milano e Varese contengono il 3,2 % degli edifici italiani, e sono quindi responsabili dell’1,3% delle emissioni totali di CO2 nel nostro Paese. Attualmente le due provincie usate come esempio, producono 43,5 kgCO2eq/m2anno, oltre 1 milione e 300 mila tonnellate di CO2eq che contribuiscono quindi all’effetto serra e ai cambiamenti climatici. È per via di questi preoccupanti numeri che Save The Planet è diventato anche un ente certificatore per le imprese, che riesce a offrire assistenza continua sui temi dell’economia circolare e della green economy in edilizia (incontri personalizzati) ai propri membri Leone Bianco.

Le premesse della sostenibilità

Sarebbe dunque utile parlare delle implicazioni dello “Sviluppo Sostenibile” in edilizia, un’introduzione ai concetti chiave legati alle procedure green nella costruzione, come:

– I criteri ambientali minimi: orientamento al professionista per gli “appalti verdi”

– Le etichette ambientali di prodotto: passare da economia lineare a circolare grazie all’approccio del ciclo di vita (LCA)

– La Carbon Footprint: come essere competitivi e salvare il Pianeta

– Mobilità elettrica: come cambia la progettazione alla luce delle nuove normative

– Ripensare la città: realizzare una nuova economia grazie alla decarbonizzazione di edilizia e mobilità

Cambiare l’attitudine attuale dell’edilizia per ridurre le nostre emissioni ed introdurre il risparmio energetico su molti livelli diversi della nostra vita giornaliera: piccoli accorgimenti che possono contribuire non poco a rallentare – se non arrestare – il cambiamento climatico antropico in atto nel nostro pianeta. Basti pensare che, entro i prossimi 50 anni si stima che  almeno 4 miliardi di persone vivranno in zone aride, i problemi del continuo degrado del suolo spingeranno fino a 700 milioni di esseri umani a migrare, il 18% dei mammiferi sarà in via di estinzione, la combinazione del degrado del suolo e del cambiamento climatico potrebbe ridurre la produzione agricola del 10% fino al 50 per cento.

Serve quindi mettere in atto un cambiamento nella nostra quotidianità, e quale posto migliore per cominciare se non le nostre stesse abitazioni? Con l’attuale sistema economico, nell’immediato futuro serviranno 4,3 Italie per soddisfare il fabbisogno energetico del Paese.

Cambiare l’attitudine attuale dell’edilizia per ridurre le nostre emissioni

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