L’Italia prima a certificare i benefici delle foreste

Un nuovo progetto, presentato al Ministero delle Politiche Agricole, ha visto 1.000 ettari di foresta diventare i primi al mondo certificati dalla scienza

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L’Italia è la prima nazione al mondo a certificare i benefici delle foreste. Sono 1.000 gli ettari a essere, a tutti gli effetti, bollinati” dalla scienza in quanto possiedono l’abilità di tenere sotto controllo oltre 220mila tonnellate di CO2, pari alle emissioni medie annue di più di 110 mila auto. A questa cifra, si vanno ad aggiungere 1.747 ulteriori tonnellate di anidride carbonica, stoccate tramite riforestazione. Ma i benefici di queste foreste non si fermano a limitare i livelli di CO2 nell’atmosfera, servono anche a migliorare la potabilità di oltre 1,2 milioni di metri cubi di acqua all’anno, così evitando l’erosione di più di 7 tonnellate di suolo. Una vera e propria “rivoluzione verde” presentata al Ministero delle Politiche Agricole, basandosi appunto sui primi 1.000 ettari che hanno ottenuto la prima certificazione di tutti i servizi ambientali naturalmente offerti dall’ecosistema forestale. Un vero e proprio modello di valorizzazione delle foreste, replicabile su tutto il territorio nazionale; un progetto in larga scala che tiene in considerazione i molteplici impatti positivi che il territorio riesce a offrire tramite le proprie foreste, come la biodiversità, la mitigazione di agenti inquinanti nell’aria, la pulizia dell’acqua, la conservazione del suolo e la promozione di attività ricreative.

Una vera e propria “rivoluzione verde”
Un primato mondiale

L’obiettivo è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra WaldPlus (azienda specializzata nella gestione di foreste) ed Etifor (spin-off dell’università di Padova, che si occupa del calcolo degli impatti positivi per l’uomo). Dei mille ettari menzionati, che si trovano in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige, sono stati calcolati scientificamente i benefici secondo la procedura di certificazione internazionale del Forest Stewardship Council (Fsc). «Grazie a questo traguardo – ha dichiarato Diego Florian, direttore di Fsc Italia – sancito internazionalmente dalla certificazione Fsc, abbiamo la possibilità di aprire un nuovo, importante capitolo nella gestione sostenibile e nella valorizzazione dei boschi e delle loro funzioni in Italia».
È la prima volta che una nazione si aggiudica questo primato mondiale: il primo Paese ad ottenere la certificazione a livello globale per tutti e cinque i “servizi ecosistemici” del territorio: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi.
Degli spazi verdi certificati dalla Forest Stewardship Council, 65 ettari sono stati ripristinati al massimo del loro potenziale green grazie alla riforestazione di 110.000 nuovi alberi – mentre 40 ettari presentano un suolo più ricco, con effetti positivi sulla diminuzione dell’erosione, sulla fertilità e il miglioramento dell’attività microbica.

La forza della natura

Gli alberi che crescono in questi boschi “bollinati” appartengono a ben 36 specie diverse, accuratamente selezionate tra quelle che meglio si adattano all’ambiente circostante, tra cui il pino silvestre, l’abete rosso, il larice, la quercia, il faggio, il frassino e il nocciolo. Una “super-flora” che, quando raggiunta l’età adulta, riesce a catturare 0,65 tonnellate di anidride carbonica: questo significa che «per catturare le emissioni medie annue di un’auto servono 3 alberi».
«È un’immensa soddisfazione per noi essere stati i primi al mondo a calcolare scientificamente quanto gli alberi siano utili alla nostra vita» – ha dichiarato Lucio Brotto, Business Development Director di Etifor – «Molte persone e aziende hanno capito l’importante ruolo dei boschi ed investono quotidianamente per migliorarne la gestione».
Quello che rende questo nuovo approccio unico al mondo è il coinvolgimento di ambiti diversi, che unisce non solo i gestori forestali, ma anche sponsor privati, acquirenti di servizi ambientali, retailers e aziende, con l’obiettivo unico di contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità del suolo.
«La certificazione dei servizi ecosistemici Fsc – afferma Marco Clementi, responsabile per lo schema Fsc di Csi spa è un valido supporto non solo alla valorizzazione delle funzioni del bosco ma anche allo sviluppo sostenibile dell’economia locale».

È la prima volta che una nazione si aggiudica questo primato mondiale

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