La Giornata Mondiale dell’Ambiente

La missione di Ivan Dimov contro la plastica negli oceani

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell’ambiente. Ogni anno l’Organizzazione delle Nazioni Unite sceglie un tema urgente per celebrare questa ricorrenza presente ormai dal 1972. Il 2018 è dedicato a uno degli argomenti ambientali che preoccupano maggiormente l’andamento e la salvaguardia del Pianeta, ovvero la plastica e la sua massiva presenza negli oceani e nei mari di tutto il mondo.

ll progetto di Ivan Dimov diventa così ancora più attuale.

Un viaggio attraverso i tre Capi (di Buona Speranza in Sudafrica, Leeuwin in Australia e Horn in Cile) con un preciso scopo: insieme alla sua ‘Minnie’ Ivan cercherà di raccogliere tanta plastica così da raggrupparla in grandi isole galleggianti in mezzo al mare e lasciare che le imbarcazioni che le incrociano possano prendersene cura, così da farsene carico e provare a riciclarla.

Altrimenti, come ha dichiarato lo stesso Ivan, ognuna di queste isole diventerà un “monumento al menefreghismo”.

Non solo. Il viaggio di Ivan con la sua barca di nemmeno 6 metri è un progetto a lungo termine che vede coinvolto anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste (OGS). L’ OGS è un Ente pubblico di ricerca che si occupa di Scienze della Terra e del Mare, di Oceanografia, di Geofisica e di Sismologia, per contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse naturali e dell’ambiente. Per quanto riguarda i rischi naturali, OGS si occupa di valutare e, quando possibile, contribuire alla prevenzione dei rischi geologici, ambientali e climatici, per diffondere la conoscenza e la cultura scientifica.

L’ente ha accolto l’istanze dello skipper bulgaro ed ha assunto il ruolo di collaboratore scientifico all’interno del progetto Salviamo il Pianeta. L’OGS analizzerà i campioni di plastiche e d’acqua raccolti dallo skipper durante la sua crociera in solitaria. OGS pubblicherà i dati in modalità open source per tutti i cittadini del mondo. Quest’ approccio fa parte integrante delle missioni di OGS che mirano a creare e promuovere la conoscenza scientifica fondamentale al fine di trovare soluzioni pratiche ai problemi che affliggono l’ambiente.

L’ 80% della plastica utilizzata finisce sulle nostre spiagge, sparsa negli oceani e peggio ancora nello stomaco degli animali che la confondono per cibo e qui siamo davanti ad una vera e propria invasione della plastica. Oltre al dato risaputo che un solo pezzo di plastica impiega circa quattro secoli prima di decomporsi – ma alla fine, non si decompone veramente, riducendosi semmai in particelle sempre più piccole –  sappiamo anche che oltre a sporcare, si inficia negli ecosistemi in cui va a depositarsi, influendo drasticamente sull’alimentazione delle creature che abitano il mare.

Dalle 8.3 tonnellate di plastica prodotte dal 1950 ad oggi, solo il 20% di quelle che vengono utilizzate ogni anno sono riciclate o incenerite.

Il 90% dei rifiuti in mare è di plastica, una vera e propria condanna: è stato stimato che ci siano 8 milioni di rifiuti in giro per gli oceani, un numero di circa sette volte superiore la presenza del plancton. I dati che preoccupano non sono finiti.
È stato calcolato che circa l’80% dei rifiuti di plastica presenti in mare provengono da fonti che hanno base sulla terra ferma, mentre il restante 20% proviene da fonti che hanno la propria base in mare aperto, come grandi navi e imbarcazioni. C’è plastica persino nella Fossa delle Marianne, la voragine di undicimila metri a largo delle Filippine, nell’Oceano Pacifico.

Considerato questo scenario, pensiamo sia indispensabile l’adozione di alcuni comportamenti e buone abitudini da prendere in considerazione.
L’utilizzo di bottiglie riutilizzabili ad esempio, che possono essere portare ovunque e riempite a tempo debito, oltre ad essere di notevole risparmio. Ricordarsi anche di tenere a portata di mano borse in materiale riciclabile, comode per il supermercato e che senz’altro hanno più resistenza e capienza rispetto a quelle in plastica. 
Un’altra buona azione è quella di fare del volontariato nelle spiagge, aiutando le varie associazioni a raccogliere e riciclare detriti di plastica abbandonati.

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