Legge Salva mare: adesso i pescatori possono riportare a riva i rifiuti

Cos’è la legge Salva mare? Fino a oggi i pescatori hanno dovuto ributtare i detriti plastici in mare a causa di sanzioni sul trasporto illecito di rifiuti.

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Approvato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, il disegno di legge Salva mare è stato presentato dal ministro dell’ambiente Sergio Costa. Secondo il testo – che ora attende il voto ufficiale del Parlamento – i pescatori saranno in grado di riportare a terra la plastica accidentalmente finita nelle loro reti. Fino a oggi, questi ultimi si sono trovati costretti a ributtare i detriti plastici raccolti in mare per non incombere nelle sanzioni previste dal reato di trasporto illecito di rifiuti. Un vero e proprio reato che avrebbe visto i pescatori come produttori di rifiuti e li avrebbe forzati a pagare per lo smaltimento.

Una volta votata, la legge Salva mare potrebbe quindi permettere la promozione di un ruolo di pescatore/spazzino nel Mediterraneo. Infatti, lo schema prevede un sistema di premiazioni e incentivi a seconda di quanta plastica verrà raccolta e riportata a terra; i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno poi ricevere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno poi finalmente essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti i meccanismi che andranno a premiare i pescatori.

“Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, dobbiamo affrontarla adesso, non si può rinviare”
Verso l'economia circolare

Tramite un video postato sui suoi social, lo stesso ministro dell’ambiente Sergio Costa ha incoraggiato il parlamento ad agire rapidamente sulla calendarizzazione della legge Salva mare, citando ed incoraggiando l’idea di un economia circolare volta al riciclo e riutilizzo dei rifiuti raccolti accidentalmente dai pescatori nei nostri mari. Introducendo il disegno di legge Salva mare come facente parte di altre normative recentemente introdotte dal Parlamento Europeo e italiano.

– con l’articolo 3 della norma il divieto di immissione sul mercato nazionale -dal 1 gennaio 2020-  di plastica monouso come posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste da attaccare a sostegno dei palloncini. L’articolo 4 prevede un obbligo di raccolta anche per i rifiuti pescati accidentalmente.

– con l’articolo 4 un obbligo di raccolta anche per i rifiuti pescati accidentalmente; infatti, questi dovranno essere consegnati all’impianto portuale di raccolta ed è prevista una tariffa indiretta, a carico della fiscalità generale, per i costi di gestione dello smaltimento.

È una grande vittoria per il nostro mare, finalmente iniziamo a ripulire il mare dalla plastica e lo facciamo con degli alleati eccezionali – i pescatori – che conoscono il problema meglio di tutti perché ogni giorno tirano su le reti raccogliendo spesso altrettanta plastica rispetto al pescato” dichiara Sergio Costa. “Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, dobbiamo affrontarla adesso, non si può rinviare. L’Italia, che è bagnata per due terzi dal mare, vuole essere leader nella soluzione: appena la Direttiva europea sulla plastica monouso sarà pubblicata, approveremo anche noi la legge per dire stop al monouso”.

Il mediterraneo è in pericolo

Il comunicato stampa rilasciato dal ministero dell’ambiente ci ricorda che il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

Oltre al nuovo disegno Salva mare, in Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell’Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione avvia proprio in questi giorni la sperimentazione.

Il nostro è il ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare” afferma Costa “Sono orgoglioso del fatto che la prima legge di iniziativa di questo ministero si proponga di tutelare il mare. Lo dobbiamo anche a tutte quelle specie animali – tartarughe, uccelli marini, balene e delfini che scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento”.

Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

“Sono orgoglioso del fatto che la prima legge di iniziativa di questo ministero si proponga di tutelare il mare” - Sergio Costa

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