Los Angeles dice no alla vendita delle pellicce

Un segnale di speranza rivolto al terzo settore con il maggiore impatto ambientale, e che rappresenta un'inversione di tendenza in chiave green

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Lo scorso 18 Settembre, sull’onda di una manifestazione come non se ne vedeva da tempo, il Consiglio della Città di Los Angeles ha dichiarato a voto unanime che la vendita di pelliccia sarà d’ora in poi proibita all’interno della circoscrizione.  Se consideriamo le alte temperature a cui la metropoli californiana è di solito soggetta, o ancora che ben altri tre centri cittadini statunitensi sono stati teatro di questo fenomeno, proibire capi invernali e caldi come le pellicce potrebbe apparire inusuale o non necessario. Se invece teniamo in conto che la sentenza proviene da una delle capitali mondiali della moda, culla di svariate tendenze culturali e di moda, allora è chiaro che siamo giunti a una svolta eccezionale. “Se lo possiamo fare qui, lo possiamo fare ovunque.” – queste le parole del consigliere Paul Koretz, da sempre a favore delle iniziative legate ai diritti degli animali. Per questo motivo, la prospettiva che il messaggio si propaghi in tutto il suolo nazionale, se non nel resto del mondo, rientra fortemente nel campo della possibilità.

Se lo possiamo fare qui, lo possiamo fare ovunque

Aggiungendo inoltre che il settore della moda è anche tra quelli con il maggior impatto ambientale da sempre tra emissioni di CO2, sfruttamento degli animali e utilizzo di sostanze chimiche per il trattamento dei materiali, un simile cambio di marcia non può che essere accolto favorevolmente. In compenso, è necessario affermare che l’uso di materiali cruelty-free parte da più lontano. Ci sono fashion designers come Stella McCartney, figlia dell’ex-bassista dei Beatles Paul McCartney, che da sempre hanno proposto alternative alla pelliccia, ponendosi anche in prima linea nella ricerca e sperimentazione di nuovi materiali più ecologici come la “seta sintetica” e la borsa realizzata con il micelio dei funghi.

E poi ancora, ci sono eventi di importanza internazionale come la London Fashion Week che, oltre al messaggio volto alla sensibilizzazione sul tema, hanno promosso linee di abbigliamento nella più moderna delle finte pellicce il cui nome è eco-fur, o faux-fur. È ormai lampante che il concetto di fashion, come quello del lusso, è destinato a sviluppare una maggiore responsabilità nei confronti dell’ambiente, e la presa di posizione da parte dei maggiori brand del settore come Gucci, Versace, Prada e Louis Vuitton non può che essere incoraggiante.

È ormai lampante che il concetto di fashion, come quello del lusso, è destinato a sviluppare una maggiore responsabilità nei confronti dell’ambiente

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