Ora legale e la nuova legislazione europea

Il Parlamento Europeo abolirà il cambio tra ora legale e solare a partire dal 2021. Ma quali sono le reali implicazioni energetiche di questo cambiamento?

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L’ora legale è entrata in funzione lo scorso weekend, spostando le lancette un’ora in avanti e dando ufficialmente il via alla stagione estiva. Un’abitudine semestrale nata per favorire il risparmio energetico in tempi di crisi, come durante la Seconda guerra mondiale, in Italia l’ora legale è stata adottata definitivamente a partire dal 1966. Ma lo scorso 26 marzo il Parlamento Europeo ha ufficialmente votato per l’abolizione del cambio dell’ora a partire dal 2021.

L’interesse per la discussione sull’ora legale non si limita comunque a fattori socio-culturali, è un ragionamento fondamentale sul possibile risparmio di energia, di cui è necessario prendere anche in considerazione il prezzo che può avere sulla nostra salute. Secondo gli ultimi dati di Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale – il cambio dell’ora legale ha permesso al nostro Paese di risparmiare all’incirca 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora. Che corrispondono al fabbisogno energetico annuale di una regione come la Sardegna. Ma, analizzando la progressione del risparmio degli ultimi anni, si può notare come da un picco del 2011 – 647 milioni di kWh – si è scesi fino a soli 550 milioni nel 2015, perché? “Il fabbisogno nazionale è cambiato molto di anno in anno per effetto della crisi economica“, puntualizza Maurizio Delfanti, docente di Smart grid and regulation al Politecnico di Milano. Le motivazioni che i sostenitori dell’abolizione portano sono quindi di vario ordine, ma soprattutto sostengono che lo shift in avanti avrebbe perfino ripercussioni sulla salute, sul bioritmo umano.

Il cambio dell’ora legale ha permesso al nostro Paese di risparmiare all’incirca 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora
Chi ha inventato l’ora legale?

L’invenzione dell’ora legale è da attribuirsi allo scienziato neozelandese George Vernon Hudson e il costruttore britannico William Willett, che per primi avevano ipotizzato il concetto verso la fine del diciannovesimo secolo. Tuttavia, l’idea non si diffuse a livello mondiale fino a quando la Germania non la introdusse ufficialmente. Gli orologi nell’impero tedesco e l’alleato Austria furono portati avanti di un’ ora il 30 aprile 1916, durante la prima guerra mondiale. La logica era di ridurre al minimo l’uso di illuminazione artificiale per risparmiare carburante per lo sforzo bellico. Nel giro di poche settimane, l’idea fu seguita da Regno Unito, Francia e molti altri paesi. La maggior parte di essi tornò all’ora solare dopo la prima guerra mondiale, e non fu fino alla prossima guerra mondiale che l’ora legale non fece il suo ritorno in gran parte dell’Europa.

Ma con il tempo, le nostre abitudine energetiche sono cambiate: esiste infatti uno studio dell’Università della California che sostiene che il cambio dell’ora non comporterebbe vantaggio a livello energetico. In America, più ore di sole sono presenti in un giorno, più alto è il consumo da attribuire ai condizionatori, per esempio. Si tratta di una ricerca portata avanti più di dieci anni fa, nel 2008. Ha monitorato alcune famiglie nello stato dell’Indiana, decretando che i consumi non solo non sarebbero diminuiti, ma avrebbero segnato una crescita tra l’1% e il 4%, a seconda del mese preso in esame, con aumento in bolletta di 9 milioni di dollari all’anno.

La nuova legislazione europea

Il Parlamento europeo ha quindi recentemente appoggiato la proposta della Commissione di abolire il cambio tra ora legale e ora solare. Tra i punti chiave presentati dai detrattori del cambio dell’ora si trovano le ripercussioni che l’ora solare avrebbe sul nostro organismo, presentando un cambiamento stagionale del bioritmo – che si estende inoltre alla sicurezza sulle strade. Durante i mesi invernali molti incidenti stradali sono da attribuirsi alle lunghe ore di buio. Per quanto riguarda il reale risparmio energetico legato al cambio all’ora legale, siamo si davanti a un cambiamento dei nostri consumi, ma localizzato in base alle abitudini di ciascuna nazione. Per questo la nuova legislazione permetterà ai singoli stati di scegliere se mantenere o no l’ora legale o solare. Secondo la posizione comune adottata dai deputati, gli Stati membri che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero cambiare le lancette dell’orologio per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero farlo l’ultima domenica di ottobre 2021. Per proteggere il mercato interno da perturbazioni, i deputati hanno chiesto che le singole nazioni e la Commissione coordinino le loro decisioni su quale ora adottare.

Uno studio dell'Università della California sostiene che il cambio dell'ora non comporterebbe vantaggio a livello energetico

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