Pebble Mine: L’EPA di Trump vuole aprire una miniera tossica in Alaska

Pebble è solo l'ultimo esempio di lobbismo che sfrutta la natura per profitto, lasciando gli effetti collaterali ai cittadini

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La miniera di Pebble, in Alaska, potrebbe presto diventare una nuova Berkley Mine in Montana, chiamata ad un certo punto “la collina più ricca della terra“. A Berkley, chiese e quartieri storici furono rasi al suolo per estendere una pozza d’estrazione, così che alcuni businessmen potessero fare le loro fortune estraendo rame, argento e oro. Dopo che le ricchezze furono estratte, e sorsero problemi, quegli stessi uomini si assolsero da ogni colpa e se ne andarono. Nel corso del tempo, la miniera si chiuse e la fossa cominciò a riempirsi di un infuso acido talmente tossico che quando le oche delle nevi toccavano il suolo, morivano più o meno seduta stante. Diventando una seria minaccia per le acque sotterranee del Montana, la fossa divenne un sito di superfund dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA, Environment Protection Agency) che sarebbe andato a costare miliardi di dollari per generazioni di contribuenti americani.

Lo stesso potrebbe accadere quindi per la Pebble Mine dell’Alaska, un incubo ecologico proposto dalla compagnia mineraria canadese Northern Dynasty. Per molti cittadini dell’Alaska, Pebble è un argomento delicatissimo: se costruito, sarebbe un enorme pozzo con un miglio di diametro e 600 piedi di profondità. Cancellerebbe 14km quadrati di zone umide e oltre 148km di ruscelli di salmone, producendo un totale di circa 10 miliardi di tonnellate di rifiuti. Le dighe dovranno quindi trattenere i residui tossici nelle miniere, impedendo che si riversino le sorgenti di Bristol Bay, una delle zone più ricche di salmone sockeye del mondo. Quest’ultima, una zona altamente sismica.

È quindi facile immaginare cosa potrebbe andare storto.

un infuso acido talmente tossico che quando le oche delle nevi toccavano il suolo, morivano più o meno seduta stante
Il caso di Polley

Nel 2014, una diga alta 40 metri che conteneva un imponente stagno di rame e sterri dorati a Mount Polley Mine, nella British Columbia, collassò. Un liquame tossico si svuotò rapidamente a valle, riversandosi in laghi e corsi d’acqua, tra cui il lago Quesnel, fino ad allora il lago a grande profondità più pulito del mondo. Knight Piésold, la società di consulenza geotecnica che ha fornito la progettazione e la supervisione della costruzione (e non ha pagato alcuna multa dopo il disastro), è la stessa ditta che la Northern Dynasty ha assunto per costruire le dighe a Pebble, in Alaska. E chi pagherà per rimediare al disastro di Mount Polley, il più grande disastro minerario nella storia del Canada? I contribuenti, per un importo stimato di $40m-100m.

Opposta da più del 65% degli abitanti dell’Alaska e all’80% dei residenti di Bristol Bay, l’idea di una miniera a Pebble era appena nata quando, nel 2016, Donald Trump vinse la corsa presidenziale alla Casa Bianca. Con Scott Pruitt responsabile dell’EPA, la miniera di ghiaia divenne un simbolo di imprese virtuose zoppicate da un eccesso di regolamentazione del governo. Delle regolamentazioni ambientali che si opponevano allo sfruttamento di risorse naturali da parte di una ristretta elite di investitori.

"I centesimi dell'inferno"

Una manovra di lobbismo, facilitata dalle politiche di Trump, che hanno ridotto il controllo dell’EPA sulle zone protette e lasciandole in mano ai pochi businessmen che hanno scelto di ignorare delle verità scientifiche solo ed esclusivamente per il proprio guadagno.

Oggi, vivendo su un pianeta saccheggiato dobbiamo essere saggi e considerare bene le opzioni che abbiamo davanti. Gli architetti del caos del cambiamento climatico non faranno altro che peggiorare la situazione con la loro filosofia di business-as-usual, portando il pianeta sul crollo del suo ecosistema e un’estinzione di massa.

Un recente cartone animato nel New Yorker mostra un uomo che si rivolge a compagni sopravvissuti in un mondo post-apocalittico: ““, dice, “È vero. Abbiamo rovinato il pianeta. Ma per un momento breve e gioioso abbiamo reso i nostri azionisti molto felici“.

Mentre Pebble Mine si accinge a diventare il prossimo disastro ecologico americano, basta pensare al modo con cui le madri nei distretti minerari del Montana e dell’Idaho, erano solite parlare dei “centesimi dell’inferno” – tutto quel rame trasformato in monete, la cui polvere tossica, scavata nelle miniere, si faceva strada nelle loro stesse case, sui tappeti dove giocavano i loro figli – mettendo in pericolo la saluta di un intera generazione. Questi azionisti hanno tutti un obiettivo unificatore: prendere le ricche risorse pubbliche che beneficiano molti e convertirli in conti bancari privati ​​a beneficio di pochi. Lasciando lo smaltimento della miscela tossica ai cittadini

Una manovra di lobbismo, facilitata dalle politiche di Trump che hanno ridotto il controllo dell’EPA sulle zone protette

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