Scoperta un’immensa barriera corallina al largo degli Stati Uniti

Tra le profondità dell’Oceano Atlantico, sarebbe rimasta nascosta per centinaia di migliaia di anni

IA circa 257 km dalla costa di Charleston, nella Carolina del Sud, una barriera corallina fino ad ora sconosciuta si rivela all’equipaggio della nave di ricerca RV Atlantis. Le telecamere del suo sommergibile Alvin, insieme alla mappatura sonar dei fondali, hanno stimato una lunghezza pari a 137 km. Tanto per la rilevazione in sé quanto per i dati finora ottenuti, lo stupore lascia a bocca aperta la squadra di scienziati guidata da Erik Cordes.

lo stupore lascia a bocca aperta la squadra di scienziati guidata da Erik Cordes.

Professore associato presso il Dipartimento di biologia alla Temple University di Philadelphia, è stato il protagonista di una svolta importante per il progetto che, sotto il nome Deep Search, si pone l’obiettivo di esplorare gli oceani, ma anche di salvaguardarne gli habitat sensibili all’attività umana. La prima spedizione, finanziata dal NOAA, dal Bureau of Ocean Energy Management e dall’U.S. Geological Survey, partì il 15 agosto di quest’anno. L’impiego di Alvin si è protratto per due settimane, ma dal 2 Settembre stanno proseguendo per la raccolta di dati critici sulla fauna selvatica del luogo al fine di studiare un piano per la loro protezione e salvaguardia.

Questo fa intendere come gli enti federali statunitensi e i biologi siano uniti in una nobile causa se si considera che, di recente, il riscaldamento globale ha reso frequente un fenomeno tristemente noto come lo sbancamento dei coralli. Quando la temperatura raggiunge i 30°C, questi espellono un alga presente nei loro tessuti e di vitale importanza per il loro organismo, perdendo progressivamente i colori accesi che li caratterizzavano. Le bellissime barriere presenti in Australia e Giappone ne sono ormai pienamente investite, e si suppone che il fenomeno diventerà comune anche nel resto del mondo. Tuttavia la spedizione di Deep Search, con lo studio di quanto appena scoperto, potrebbe rappresentare una speranza per la preservazione degli ecosistemi oceanici.

Questo fa intendere come gli enti federali statunitensi e i biologi siano uniti in una nobile causa

Effettua il login