La Terra è sull’orlo di una sesta estinzione di massa

Secondo un nuovo studio, il pianeta Terra si sta avvicinando ad una sesta estinzione di massa: la fauna mondiale si è infatti dimezzata negli ultimi 40 anni

IL’espressione “annientamento biologico” della fauna selvatica significa che una sesta estinzione di massa nella storia della Terra è in corso. E, secondo le ricerche, è più grave di quanto si temesse in precedenza.
Dopo uno studio approfondito sulle specie comuni e rare, dilazionate in habitats nazionali e locali, gli scienziati si sono trovati davanti a spaventosi numeri che indicano una perdita di miliardi di animali negli ultimi decenni. Le ragioni di questo terribile fenomeno ricadrebbero, secondo i ricercatori di questo studio, sulla sovrappopolazione umana e il suo consumo eccessivo. Queste estinzioni potrebbero essere una seria minaccia alla sopravvivenza della razza umana, e, secondo gli studi, abbiamo solo una breve finestra di tempo in cui agire.
Lo studio evita il tono normalmente sobrio delle ricerche scientifiche e definisce questa massiva perdita di fauna selvatica un “annientamento biologico” che rappresenta uno «spaventoso assalto ai fondamenti della civiltà umana».
Il professore Gerardo Ceballos dell’Universidad Nacional Autónoma de México – capo del team che ha portato a termine lo studio – ha dichiarato:«La situazione è diventata così grave che non sarebbe etico non usare un linguaggio forte».

Negli ultimi decenni, fino al 50% di tutti i singoli animali sono scomparsi

Fino ad oggi, gli studi hanno sostenuto che anche se le specie si stanno estinguendo ad un ritmo significativamente più veloce rispetto a milioni di anni fa, le estinzioni rimarrebbero relativamente rare e circoscritte ad un particolare habitat, dando l’impressione di una perdita di biodiversità graduale. Il nuovo lavoro assume invece una visione più ampia, valutando molte specie comuni la cui popolazione si sta abbassando vertiginosamente in tutto il mondo man mano che i loro habitat si restringono, rimanendo comunque presenti altrove.
Gli scienziati hanno scoperto che un terzo delle migliaia di specie a rischio non sono attualmente considerate in pericolo e che negli ultimi decenni fino al 50% di tutti i singoli animali sono scomparsi. Dati dettagliati hanno provato che quasi la metà dei mammiferi terrestri ha perso l’80% del loro habitat naturale negli ultimi cento anni.
Gli scienziati hanno inoltre scoperto che miliardi di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi sono stati persi in tutto il pianeta, portandoli a dire che una sesta estinzione di massa ha di fatto già progredito più di quanto si pensasse.
Gli scienziati concludono:«Il conseguente annientamento biologico avrà ovviamente gravi conseguenze ecologiche, economiche e sociali. L’umanità alla fine pagherà un prezzo molto alto per la decimazione dell’unico sistema di vita che conosciamo nell’intero universo».
Dicono che, mentre l’azione per arrestare il declino rimane possibile, le prospettive non sembrano del tutto positive:«Tutti i segni indicano aggressioni sempre più forti sulla biodiversità durante i prossimi due decenni, che dipingono un triste quadro del futuro della vita, inclusa la vita umana».

Le precedenti cinque estinzioni di massa della Terra

Tardo Ordoviciano: 443 milioni di anni fa
Una severa era glaciale che ha portato i livelli del mare a scendere di oltre 100 metri, spazzando via il 60-70% di tutte le specie, in quel periodo prevalentemente marine. Poco dopo il ghiaccio si sciolse lasciando gli oceani con livelli di ossigeno molto bassi.
Tardo Devoniano: 360 milioni di anni fa
Un evento caratterizzato da caotici e prolungati cambiamenti climatici, che ha colpito duramente la vita nei mari poco profondi, uccidendo il 70% delle specie, inclusi quasi tutti i coralli.
Permiano-Triassico: 250 milioni di anni fa
La più grande – oltre il 95% delle specie scomparve dalla terra, inclusi trilobiti e insetti giganti. Quest’estinzione fu fortemente legata alle massicce eruzioni vulcaniche in Siberia che causarono un incredibile episodio di riscaldamento globale.
Triassico-Giurassico: 200 milioni di anni fa
Tre quarti delle specie scomparvero, molto probabilmente ancora a causa di un altro enorme eruzione vulcanica. Quest’evento lasciò la Terra libera per i dinosauri.
Cretaceo-Terziario: 65 milioni di anni fa
Un gigantesco impatto di un asteroide sul Messico, subito dopo grandi eruzioni vulcaniche in quella che oggi è l’India. Ha visto la fine dei dinosauri e delle ammoniti. I piccoli mammiferi, quindi gli umani, ne approfittarono di conseguenza.

Questa potrebbe essere una seria minaccia alla sopravvivenza della razza umana

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