Trashtag Challenge: una sfida social per ripulire il nostro pianeta

Una nuova sfida sta spopolando sui social, ma questa volta con un obiettivo decisamente più green: ripulire i nostri spazi pubblici dai rifiuti con la Trashtag

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La Trashtag è, fondamentalmente, una sfida online recentemente divenuta virale, che spinge i ragazzi a prendersi cura del nostro pianeta ripulendo gli spazi pubblici dai rifiuti. Una sfida social dal risvolto etico e utile che ha già riscosso un clamoroso successo su scala globale. L’idea dietro quest’iniziativa è semplice, basta armarsi di sacchi neri e palette, fotografare il degrado, pulire tutto, fotografare l’ambiente ripulito e, infine, postare entrambe le foto a confronto sui social, ricordandosi di usare l’hashtag #Trashtag. L’ethos alla base di Save The Planet, è che anche nel loro piccolo, tutti possono contribuire a salvare il pianeta – una filosofia che si rispecchia in pieno con i ragazzi che hanno deciso di mettersi a pulire un piccolo angolo di mondo. L’idea originale di Trashtag è stata lanciata poco più di un mese fa – lo scorso 5 marzo – da Byron Román, 53 anni, un uomo di Phoenix in Arizona che di mestiere si occupa di prestiti finanziari ma che possiede un occhio di riguardo per l’ambiente.

Nel 2014, la ice Bucket Challenge servì a raccogliere ben 2,4 milioni di dollari
Non una semplice challenge

In primis, Román ha cominciato con il ripostare uno scatto originariamente messo online il giorno prima da una compagnia di eco-turismo in Guatemala, Happy Tours Gt. Nella foto, un uomo è seduto in un ambiente naturale compromesso da un altissimo livello di sporcizia e inquinamento plastico. Questo scatto è stato pubblicato accostato a una seconda immagine, scattata nella medesima location, questa volta completamente ripulita, con tanto di sacchi pieni ben in vista e l’uomo dello scatto precedente in piedi, sorridente e soddisfatto. Pubblicando questo post sulla sua bacheca, Román ha aggiunto: “Ecco una bella sfida per voi ragazzi annoiati”. Forse un chiaro riferimento al trend di sfide di gran lunga meno etiche se sembrano far impazzire il web: come quella che invitava a ingoiare un intero cucchiaio di cannella, o ingurgitare litri di bevande gassate senza vomitare. Ma va ovviamente ricordato che non tutte le sfide web sono inutili, basti ricordare L’Ice Bucket Challenge, dove ci si versava addosso un secchio di acqua ghiacciata per incoraggiare donazioni alla ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica. Nel 2014, quest’iniziativa servì a raccogliere ben 2,4 milioni di dollari.

In Italia

Le vere origini del termine Trashtag sono comunque da trovarsi in un hashtag che gira online dal 2015, in realtà. La prima a usarlo fu la compagnia di illuminazione per esterni di Seattle Uco Gear, che già riuscì a invitare il pubblico a pulire il pianeta usando lo stesso hashtag.

Già nei primi giorni da quando ha riutilizzato il termine, oltre 400mila scatti sono stati postati su Instagram e Twitter con immagini di grandi pulizie ambientali, firmate con Trashtag, e questo sembra un fenomeno che è appena cominciato. Usato in concomitanza con le molte iniziative locali dedicate alla pulizia delle nostre città o spiagge (come, per esempio, il progetto Domenica No Plastic, di cui Save The Planet fa parte), quest’iniziativa potrebbe essere un ottimo modo per coinvolgere ulteriormente le comunità nella pulizia dei nostri spazi pubblici. Per ora la maggior parte degli scatti pubblicati sono americani, ma si contano immagini provenienti anche dal resto del mondo, dal Nepal alla Tailandia. Adesso sta a tutti noi rendere Trashtag un modo migliore per utilizzare i social anche in Italia: una challenge volta finalmente alla salvaguardia del nostro pianeta!

Adesso sta a tutti noi rendere Trashtag un modo migliore per utilizzare i social anche in Italia

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