Un oceano di plastica

Festival, arte e cultura contro l'inquinamento

Un intero oceano di plastica che galleggia nei nostri mari: uno dei drammi della nostra modernità. Gli studiosi contano ben 6 concentrazioni di rifiuti plastici grandi come vere e proprie isole disperse nei vari oceani.

Il più famoso e anche il primo ad essere stato scoperto è il Pacific Trash Vortex la cui estensione supererebbe di gran lunga i 700.000 km2 per un totale di oltre 3 milioni di tonnellate di plastica. L’isola si sarebbe formata, a partire dagli anni 80, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico il cui movimento a spirale ha fatto accumulare i rifiuti fra loro fino a formare un’enorme massa compatta. Sempre nel Pacifico, ma a sud del Cile, si trova un’altra isola di plastica. Anche l’Oceano Atlantico conta ben due enormi concentrazioni di rifiuti, una all’altezza del Mar dei Caraibi e un’altra fra l’Argentina e il Sud Africa.L’ultimo agglomerato noto lo troviamo, infine, fra l’Australia e il Sud Africa nell’Oceano Indiano.

È ben noto come la plastica impieghi circa 500 anni per decomporsi, perciò è facile immaginare come i vortici di plastica siano un problema destinato ad aumentare senza un’inversione di rotta radicale.

In molte delle zone minacciate dalle isole di rifiuti si stanno diffondendo iniziative a carattere culturale ed ecologico per cercare soluzioni al problema spingendo le persone a cambiare abitudini e mentalità.

Un esempio virtuoso è rappresentato dal piccolo paese di Mahahual, uno degli ultimi villaggi del Messico prima del confine con il Belize, vero e proprio paradiso naturale da anni minacciato dalla plastica che non solo invade regolarmente le spiagge, costringendo gli abitanti ad una

pulizia costante della costa, ma rischia anche di compromettere gravemente la barriera corallina.

Ogni anno a Mahahual si raccolgono, destinandoli al riciclaggio, centinaia di sacchi pieni di bottiglie e lattine provenienti dalle coste non solo dell’America del Sud e del Nord ma spesso addirittura da quelle europee.

Oltre a costanti iniziative di sensibilizzazione come le giornate di pulizia della spiaggia o il riuso della plastica per creare installazioni artistiche, il paesino è da anni sede del Cruzando Fronteras, un festival italo- messicano (la comunità italiana a Mahahual è molto numerosa) nato proprio con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della plastica.

Luciano Consoli del comitato organizzatore infatti afferma “la corrente del mare porta al largo delle nostre coste i rifiuti di mezzo mondo, sono di continenti diversi perché vediamo bottiglie del Venezuela, della Spagna o degli USA, per cui il Festival è anche una riflessione su come affrontare il problema”

Ad oggi in Europa solo il 30% dei rifiuti in plastica viene riciclato

Artisti, scrittori, musicisti e artigiani si ritrovano nel paese messicano dando vita a una settimana di dibattiti, corsi, laboratori ed eventi.
In California troviamo il Plastic Waters Exhibit, evento nato grazie all’associazione 5Gyres, che consiste nell’esposizione di opere costruite in plastica provenienti da tutto il mondo, che trattano la tematica ecologica in modo fortemente impattante sul pubblico. Fra i lavori troviamo, ad esempio, una piccola imbarcazione da pesca proveniente dallo Tsunami del Giappone, una massa calcificata di 20 kg di sacchetti di plastica recuperata dallo stomaco di un cammello nel deserto del Dubai e un’installazione composta dai calchi delle facce di noti scienziati americani che negano gli effetti nocivi dell’inquinamento costruiti con rifiuti di plastica recuperati dal mare.

Anche nei festival tradizionalmente meno legati alle tematiche ecologiche si sta diffondendo una nuova coscienza ambientale,

La Commissione Europea si pone l’obiettivo di arrivare al 100% di imballaggi riciclati in tutto il continente entro il 2030

emblematico è il caso del famoso Glastonbury che a partire dall’edizione del 2019 eliminerà completamente le bottiglie di plastica. Già dal 2014, all’interno del festival inglese, era possibile trovare bottigliette in acciaio da riempire gratuitamente ai chioschi d’acqua. Nel 2016 gli organizzatori hanno iniziato a lavorare sulla sicurezza dei recipienti in metallo rendendoli non aerodinamici e riducendo così al minimo le possibilità di incidenti durante i concerti. Un percorso verso la sostenibilità ambientale che si concluderà con la messa al bando della plastica dalla prossima edizione della kermesse.

Sicuramente uno stile di vita più ecologico e una maggiore consapevolezza globale aiutano a combattere il problema della plastica, ma tutti questi sforzi rischiano di non essere sufficienti a produrre un cambiamento radicale, senza dei provvedimenti legislativi adeguati.

Basti pensare che ad oggi in Europa solo il 30% dei rifiuti in plastica viene riciclato, per questo non si può che guardare con favore l’iniziativa della Commissione europea che si pone l’obiettivo di arrivare al 100% di imballaggi riciclati in tutto il continente entro il 2030.

L’obiettivo dovrebbe essere raggiunto da una parte stanziando nuovi finanziamenti per progettare imballaggi innovativi, riutilizzabili e riciclabili, dall’altra introducendo sanzioni più severe per chi inquina.

Solo un cambio di prospettiva a livello globale può condurci alla salvezza del nostro pianeta, cambiamento che è in gran parte già patrimonio delle nuove generazioni, molto più attente alla sostenibilità ambientale delle generazioni precedenti.

Solo un cambio di prospettiva a livello globale può condurci alla salvezza del nostro pianeta

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