Dall’uso al riuso dell’acqua

il Parlamento Europeo ha approvato le norme per il riuso delle acque, promuovendo quindi il riutilizzo di questa risorsa importante e limitata

IL’acqua rende possibile la nostra vita ed è presente in tutto ciò che ci circonda. Purtroppo non sempre ci sentiamo responsabili riguardo al consumo eccessivo e sregolato di questa fonte di vita. Lo spreco d’acqua è ormai un problema ambientale sempre più urgente e risente anch’esso delle conseguenze dei cambiamenti climatici, che ci regalano estati sempre più calde e piogge sempre meno frequenti. Le risorse idriche sono quindi sempre più sotto pressione e anche l’approvvigionamento delle acque dolci risente del consumo sfrenato. Per tutelare le risorse idriche, l’Europa si è impegnata attivamente per riutilizzare le acque reflue utilizzate nell’irrigazione agricola. La Commissione europea ha infatti rilevato come negli anni sia aumentato drasticamente sia la frequenza che l’intensità della siccità, con ingenti danni ambientali ed economici. Ad esempio, nel 2017 la siccità ha danneggiato il settore agricolo italiano per quasi 2 miliardi di euro.

«La vittoria più importante andrà a vantaggio dell'ambiente perché la proposta contribuisce a una migliore gestione della nostra risorsa più preziosa: l’acqua»
Agricoltura vittima e colpevole

Il nostro settore agricolo, secondo Legambiente, consuma circa il 54,5% del patrimonio idrico italiano mentre la percentuale usata dai cittadini è circa il 19,5%. Sebbene per l’agricoltura si consumi circa 17 miliardi di metri cubi l’anno, è proprio questo settore che risente delle conseguenze terribili della siccità. L’irrigazione è da sempre uno strumento necessario ai fini delle disponibilità alimentari; tuttavia questo settore rappresenta la principale forma di consumo (e di spreco) delle risorse idriche a livello mondiale. La quantità d’acqua sufficiente ad irrigare un ettaro di risiera è la stessa che serve a 100 famiglie urbane per vivere due anni. La soluzione è sicuramente quella di sfruttare in modo migliore le fonti idriche esistenti, limitando gli sprechi, pianificando gli usi, razionalizzando le risorse disponibili e recuperando le acque reflue invece che eliminarle. Secondo un’indagine prodotta dal Dow Water & Process Solution, il leader mondiale delle tecnologie di purificazione dell’acqua, circa l’80% di tutte le acque di scarico delle nostre città, delle industrie e dell’agricoltura vengono smaltite senza essere prima trattate o riutilizzate; questo spreco ha un impatto notevole sull’ambiente e segna la perdita definitiva di preziose sostanze nutritive contenute nell’acqua. Considerando che per realizzare un’auto sono necessari circa 400.000 litri di acqua e per ottenere una mela servono quasi 70 litri, è evidente come dobbiamo mobilitarci seriamente per combattere la progressiva carenza di acqua: soprattutto in un mondo che avrà bisogno del 30% in più d’acqua e il 45% di energia entro il 2030.

L’impegno comune

Il 12 febbraio il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo, ha approvato le norme per il riuso delle acque, ottenendo 588 voti favorevoli, 23 contrari, e 66 astensioni. Questa netta approvazione degli europarlamentari rappresenta una conquista importante per il futuro dell’economia circolare, dello sviluppo sostenibile e del contrasto allo sfruttamento delle risorse. L’impegno europeo promuove quindi il riutilizzo di una risorsa importante e limitata come l’acqua, «attraverso uno strumento legislativo specifico in grado di creare quella stabilità normativa che favorisce gli investimenti in questo settore» come sostiene l’eurodeputata Simona Bonafè. Le nuove norme approvate dal Parlamento europeo prevedono degli standard minimi di qualità per il riutilizzo dell’acqua destinata all’irrigazione agricola, che riguardano sia elementi microbiologici (come ad esempio i livelli dei batteri Escherichia coli) sia requisiti di monitoraggio riguardanti la frequenza dei controlli e di convalide. Le acque reflue recuperate, sottoposte ad un adeguato trattamento in un impianto di bonifica, saranno poi utilizzate nuovamente per irrigare coltivazioni alimentari e non. Non si esclude che l’acqua recuperata possa essere utilizzata in modi diversi, magari per scopi ambientali o ricreativi (a condizione che la salute umana, gli animali e l’ambiente siano tutelati e protetti).

«Dobbiamo muoverci verso un’economia circolare, anche nel modo in cui usiamo e riutilizziamo l’acqua»

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