L’atlante contro lo spreco

Il Water Scarcity Atlas: l'atlante che mostra il consumo mondiale di acqua

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Il Water Scarcity Atlas è uno strumento utile che ci mostra la quantità di acqua utilizzata in passato e una stima di quanta ne potremo consumare in futuro. Il problema della scarsità dell’acqua si fa ogni giorno più serio, anche in relazione a fenomeni come la crescita della popolazione mondiale e i cambiamenti climatici che possono causare siccità e prosciugamento dei corsi d’acqua. Solo in Europa una persona consuma dai 3000 ai 5000 litri di acqua al giorno. Questa cifra sorprendente comprende non solo l’acqua che adoperiamo ogni giorno, ma anche la quantità nascosta e utilizzata per l’agricoltura, l’allevamento, l’industria e l’alimentazione. Spesso ignoriamo la quantità di acqua necessaria al nostro stile di vita, che non si riduce a quella consumata in bottiglia.

Secondo l’indagine di Water foot print, per produrre un chilo di pasta sono necessari 1710 litri di acqua mentre un chilo di zucchero ha bisogno di 1780 litri. L’uso domestico dell’acqua infatti consuma solo l’8% delle risorse idriche mondiali: l’altra enorme componente è data dall’acqua invisibile, necessaria per l’agricoltura (che consuma il 70% delle risorse) e per l’industria (che necessita del 22%).

Il futuro dipende dalle scelte che facciamo nel presente.
Non c’è più tempo, bisogna agire

Per cercare di sensibilizzare la popolazione circa l’esagerato consumo di acqua, soprattutto quello che avviene lontano dai nostri occhi, un gruppo di ricercatori della Aalto University di Helsinki hanno pensato ad un modo per informare il mondo intero circa il problema dell’acqua: un atlante virtuale e consultabile online che mostra l’andamento e la quantità dell’acqua registrate in un intervallo di tempo di cento anni. Questo strumento innovativo e facilmente consultabile riesce a esplorare anche diversi scenari futuri legati ai nostri comportamenti e stili di vita. Questo strumento è interattivo perché consente di variare gli scenari e le abitudini per vedere come essi incidono sulle risorse idriche del nostro Pianeta. La mappa virtuale varia a seconda delle diverse percentuali di proteine animali che consumiamo nella nostra dieta, delle quantità di sprechi alimentari, della resa delle colture agricole e della produzione commerciale di vari prodotti. Il Water Scarcity Atlas è uno strumento efficace che contribuisce a responsabilizzare i singoli individui riguardo allo spreco idrico e al consumo esagerato: se non agiamo subito, la domanda, se incontrollata, oltrepasserà presto l’offerta. L’atlante si basa su ricerche condotte e pubblicate dall’università di Helsinky riguardo al monitoraggio della scarsità d’acqua nelle varie zone della terra, per scoprirne cause e conseguenze possibili.

Cosa possiamo fare

«Comprendere come l’impatto delle azioni di ciascuno ha sulla scarsità d’acqua è il primo fondamentale passo per dare una forma al futuro. Volevamo realizzare uno strumento che permettesse a tutti, e non solo agli scienziati, di capire se le scelte che di giorno in giorno si fanno siano o meno “sostenibili”: crediamo di esserci riusciti». Così Joseph Guillaume, uno dei ricercatori che ha realizzato il progetto, ha espresso la necessità e l’importanza di ogni singola azione, che non sarà mai troppo piccola da non avere effetti sull’ambiente. Un’ulteriore responsabilità deriva anche dall’”effetto farfalla” delle nostre azioni, ovvero il fatto che le nostre scelte e le nostre abitudini quotidiane abbiano ripercussioni importanti su un’altra zona del mondo. Ridurre lo spreco alimentare, ad esempio, è una buona abitudine quotidiana che tutti noi possiamo adottare: oltre al risparmio economico e alla riduzione dei rifiuti, garantisce anche una riduzione del consumo d’acqua giornaliero.

«Il primo passo può essere fatto da ognuno di noi ed è forse il più importante»

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