Disboscamento amazzonico: il governo di Bolsonaro in Brasile

I ministri preferirebbero istituire uno schema di monitoraggio alternativo dopo la scoperta di un allarmante aumento nei tassi di disboscamento

La foresta amazzonica viene bruciata e abbattuta al ritmo più allarmante di sempre, ma secondo i gruppi di monitoraggio, il governo brasiliano di Jair Bolsonaro preferisce concentrarsi sulla reinterpretazione dei dati piuttosto che sulla gestione dei colpevoli.

A un tasso di abbattimento equivalente a un’isola di Manhattan ogni giorno, la deforestazione a luglio è stata quasi il doppio rispetto al mese peggiore mai registrato dall’attuale sistema di monitoraggio satellitare, che è gestito dal National Institute for Space Research del governo.

Nel corso di un singolo mese, gli ultimi dati hanno mostrato la distruzione di oltre 1.800 chilometri quadrati, il che sta spingendo la più grande foresta pluviale del mondo verso un punto di svolta irreversibile, erodendo una risorsa essenziale a livello globale contro l’anidride carbonica.

“Il governo di Jair Bolsonaro preferisce concentrarsi sulla reinterpretazione dei dati piuttosto che sulla gestione dei colpevoli”
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Dopo una protesta internazionale, il governo brasiliano – che è apertamente allineato con i minatori e gli agricoltori responsabili della maggior parte del disboscamento – ha tenuto un incontro speciale di ministri e alti funzionari del ministero dell’ambiente, come anche i ministeri della scienza e della tecnologia e agenzie responsabili della protezione via satellite della foresta.

L’argomento principale, secondo diverse fonti, è stata una revisione del sistema di raccolta dei dati, un protocollo che è stato apertamente attaccato da Bolsonaro, per niente imbarazzato di fronte alle prove che il proprio governo si sta muovendo nella direzione opposta agli impegni assunti dal Brasile, una nazione firmataria del trattato sul clima di Parigi.

Questa giunta ministeriale sta studiando la possibilità di uno schema di monitoraggio alternativo, ma gli scienziati hanno difeso la credibilità del sistema esistente, che è riconosciuto all’estero come uno dei migliori al mondo. Ma la battaglia sui numeri sembra destinata a continuare.

Dopo l’incontro, il ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles, ha ammesso che la deforestazione sta aumentando a tutti gli effetti, ma ha continuato a criticare ciò che ha definito “la mancanza di precisione nei dati” e le interpretazioni “sbagliate” dei giornalisti che ne hanno fatto notizia. Ha inoltre affermato che il governo ha preferito utilizzare i dati ricevuti da satelliti privati , per poi andare a rafforzare il team di analisti che vi lavorano.

Ciò ha suscitato preoccupazioni nella comunità scientifica e tra gli attivisti climatici: che i ministri potrebbero prepararsi a distorcere o svalutare i numeri pur di nascondere la vera scala della deforestazione.

LE REAZIONI

La ONG Climate Observatory ha affermato che il governo non è riuscito a spiegare come e perché la deforestazione della foresta amazzonica ha raggiunto il peggior livello mensile da quando è stato istituito il sistema satellitare Deter nel 2004. Non riuscendo, ovviamente, a screditare i dati offerti dall’osservatorio.

Ciò che è ancora peggio è che [Ricardo Salles] ha ribadito l’intenzione di utilizzare denaro pubblico per sviluppare un altro sistema di telerilevamento, quando ciò che manca in Amazzonia in questo momento è la supervisione e gli investimenti in attività sostenibili“, ha dichiarato la ONG in un comunicato stampa. “Bolsonaro ha dato la colpa della febbre al termometro. Ora il ministro incolpa la stessa lettura del termometro. La malattia, tuttavia, rimane non trattata.

Carlos Souza, del gruppo di monitoraggio indipendente Imazon, ha affermato che i satelliti stranieri sono ancora in grado di tracciare ciò che stava accadendo in Amazzonia, ma è preoccupato che l’introduzione di un nuovo sistema confonda ulteriormente i dati, rendendo difficile il confronto contestuale con le tracce passato e le tendenze storiche.

Sono molto preoccupato“, ha detto. “In passato rispondere alle tendenze storiche è stato molto utile per mostrare al mondo che il Brasile sta seguendo la strada della deforestazione. Se ti sbarazzi della tendenza storica, perdi quel riferimento e smetti di fare pressione.

“Bolsonaro ha dato la colpa della febbre al termometro. Ora il ministro incolpa la stessa lettura del termometro. La malattia, tuttavia, rimane non trattata.”

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