Campo dei Fiori: una foresta da aiutare

Negli ultimi anni il Parco Naturale del Campo dei Fiori ha visto due incendi mandare in fiamme ettari di foresta. Noi vogliamo fare qualcosa di concreto.

Il Parco Naturale Regionale del Campo dei Fiori, istituito nel 1984, si estende a nord di Varese sull’omonimo massiccio chiuso tra la Valganna, la Valcuvia e il Lago di Varese. L’area protetta include 17 comuni e due comunità montane. Il parco è situato in un territorio prealpino nella provincia di Varese, la cui particolare morfologia si distingue per la ricchezza di di laghi, fiumi e grotte, rendendolo uno dei tanti polmoni verdi della nostra penisola, che dobbiamo tutelare  e proteggere.

Tragicamente, questa preziosa area naturalistica è tornata a bruciare lo scorso gennaio. Un evento che sembra simulare il disastroso incendio che solo poco più di un anno prima aveva già largamente danneggiato le risorse del parco, e, purtroppo, gli esperti non escludono che il fuoco abbia avuto origine dolosa.

Il rogo ha originariamente preso piede sul Monte Martica, e spinto dal vento che batteva la zona, si è rapidamente esteso su due fronti. Dal piano della Motta Rossa, le fiamme sono salite verso la sommità del monte per poi scollinare in zona Chiusarella. I vigili del fuoco, un centinaio, hanno lavorato per tutta la notte per contrastare l’incendio, per proseguire poi anche in mattinata, con l’ausilio di un Canadair e di elicotteri del servizio antincendio regionale. 

“Save the Planet ha deciso di impegnarsi per la riforestazione e contribuire agli interventi di risistemazione dell’area.”
GLI INCENDI

In questo secondo incendio in poco più di un anno, sono andate in fiamme ulteriori 70 ettari di foresta: la vastità del rogo ha infatti superato quella dell’incendio avvenuto l’anno prima, quando le fiamme avvolsero il fronte sud della riserva naturale.

Secondo le stime della Coldiretti ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire il bosco andato a fuoco, per questo noi di Save the Planet abbiamo deciso di impegnarci per la riforestazione e contribuire agli interventi di risistemazione dell’area.

Uno dei pericoli che interessano le aree interessate dagli incendi è il rischio del dissesto idrogeologico dovuto all’improvvisa mancanza di copertura del suolo e all’accumulo di cenere, pertanto oltre ai lavori di riforestazione si rendono necessari anche lavori di messa in sicurezza dell’area.

Per garantire una maggiore tutela al Parco Campo Dei Fiori vogliamo impegnarci anche in interventi di prevenzione con la creazione di sentieri percorribili dai mezzi di soccorso e la creazione di un bacino d’acqua artificiale vitale in caso di nuovi incendi.

Verranno, infatti, creati dei terrapieni che consentiranno il passaggio dei mezzi sotto ai quali saranno posizionate delle cisterne d’acqua a cui attingere velocemente in caso di  nuovi incendi, dato che in vetta non vi sono bacini di approvvigionamento idrico.

UN POLMONE VERDE

Giuseppe Barra, presidente di Campo dei Fiori, ha specificato un altro aspetto che potrebbe potenzialmente mettere a rischio la già fragile biodiversità della zona: la statale 233 che collega Varese con Ponte Tresa.

Una volta domato il fuoco, quest’ultima è stata infatti riaperta al traffico. “Il pericolo”, ha spiegato Barra, “riguarda gli animali dell’oasi. Sono impauriti, cercano di scappare e potrebbero attraversare la statale creando rischi e incidenti”. Una triste probabilità che potrebbe riaffacciarsi se non riusciremo a prevenire un altro disastroso incendio.

Non possiamo permetterci di perdere zone verdi nel nostro Paese, e Save The Planet – il cui nome, è importante ricordare, si traduce dall’inglese con “Salviamo il Pianeta” – si è immediatamente mobilitato per riportare Parco dei Fiori alla sua bellezza originale. Per scoprire di più sul nostro progetto, visita la pagina dedicata e scegli anche tu di contribuire a questo importante progetto.

“Interventi di prevenzione con la creazione di sentieri percorribili dai mezzi di soccorso e la creazione di un bacino d’acqua artificiale vitale in caso di nuovi incendi.”

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