Freddo a primavera: effetto del global warming

Attenzione al negazionismo: è lo scioglimento delle calotte di ghiaccio nel polo Nord la ragione che si nasconde dietro questo anomalo freddo a primavera

L’anomalo freddo a primavera degli ultimi mesi è da considerarsi uno degli effetti del riscaldamento globale.Dopo il maggio che abbiamo appena passato, sono molti i negazionisti climatici (o lobbisti) che hanno preso la palla al balzo per confutare l’innegabile esistenza del global warming. Se fa così freddo, com’è possibile che la Terra si stia progressivamente riscaldando sempre di più? Dopo quelle che sembrano settimane ininterrotte di pioggia e temperature ben al di sotto della media stagionale, potrebbe sembrare a tutti che il Global Warming non esista, ma, al contrario, questo freddo a primavera è uno dei sintomi più riconoscibili del cambiamento globale delle temperature. Sono passati quattro anni da quando James Inhofe, senatore repubblicano dell’Oklahoma, confutò in Senato ogni ipotesi di riscaldamento globale in atto portando in mano una prova irrefutabile: una palla di neve raccolta subito fuori dal Campidoglio: “C’è la neve, fuori, quindi non esiste nessun riscaldamento globale”.

Un ragionamento che potrebbe addirittura sembrare logico, peccato che scientificamente, meteo e clima non sono la stessa cosa. Due concetti molto legati l’uno all’altro, certo, ma connessi in modo controintuitivo. Ovviamente il riscaldamento globale si ripercuote ogni giorno sul tempo atmosferico, ma non in modo lineare. Perché forse nulla è così poco lineare e così caotico come l’atmosfera terrestre.

“Se fa così freddo, com’è possibile che la Terra si stia progressivamente riscaldando sempre di più?”
LE PROVE SCIENTIFICHE

Concretamente, sappiamo che esiste una relazione tra riscaldamento dell’Artico ed eventi riconducibili al freddo a primavera nell’emisfero Nord. Le motivazioni di questo comportamento ambientale potrebbero certamente avere a che fare con un fenomeno atmosferico noto come vortice polare: una grossa zona di bassa pressione centrata sul Polo Nord, che ruota in senso antiorario nello stesso modo dei cicloni. Il comportamento del vortice polare dipende dalle condizioni artiche, e in particolare dalla quantità di ghiaccio e neve, che normalmente riflettono la luce del sole. Se al Polo c’è meno ghiaccio a galleggiare sull’oceano, l’acqua si scalda di più ed evapora più facilmente. L’aria diventa quindi più umida, e per questo sviluppa la tendenza a indebolire ed espandere il vortice.

Fino a che il bordo del vortice, sempre più sotto pressione, non si rompe, e l’aria fredda del Polo (che, se forse meno fredda di quanto dovrebbe essere normalmente, rimane ugualmente molto più gelida di quello che siamo abituati a recepire in Europa, per esempio) deborda letteralmente verso sud, invadendo il continente. E con lei debordano di conseguenza le tempeste di neve, il freddo a primavera e gli incongrui sbalzi atmosferici che abbiamo visto nei mesi passati.

OPPORTUNITÀ PER LOBBISMO

Sfortunatamente per noi, sono molte le testate giornalistiche, i politici e le multinazionali che hanno recentemente abusato di anomalie atmosferiche come il freddo a primavera a modo di capro espiatorio per promuovere teorie negazioniste in loro favore, e recepire quindi un guadagno sostanziale (se non personale) dal continuo sfruttamento di energie fossili e inquinanti. “Fa freddo, il global warming non esiste: possiamo tornare ai vecchi modelli di economia lineare”. Ma sono proprio le stesse aziende che, con le loro scelte di mercato, ci portano una prova solida e inconstatabile del cambiamento climatico. Se alcune compagnie cercano di cavalcare la crescente consapevolezza sociale del riscaldamento globale, altre pensano invece di andare a sfruttare direttamente il cambiamento climatico stesso. I loro CEO non sanno magari nulla di vortici polari, forcing e correnti a getto. Ma sanno che tutto questo sta succedendo davvero, e che l’economia mondiale si sta adattando al cambiamento, modificando i servizi offerti su questi nuovi patterns atmosferici, e sono spesso gli stessi negazionisti che provano perfino a guadagnarci su, offrendo modelli economici basati su questo freddo a primavera.

“nulla è così poco lineare e così caotico come l’atmosfera terrestre”

Effettua il login