«Siamo sull’orlo di una crisi globale» Il presidente Mattarella a Belluno

Durante la commemorazione delle vittime della tempesta che ha recentemente scosso il Veneto, il Capo di Stato ha parlato degli effetti del Climate Change in Italia

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Lo scorso 12 Marzo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Belluno per commemorare le vittime della recente alluvione e tempesta che ha sconvolto il Veneto.

Nel teatro comunale del capoluogo bellunese, il presidente ha rilasciato un messaggio chiaro e diretto «Siamo sull’orlo di una crisi globale. Salvare il clima per salvare vite. Occorrono misure concordate a livello globale» aggiungendo inoltre che «È il senso – ha aggiunto, parlando alla commemorazione della tempesta in Veneto – della sollecitazione sottoscritta, nell’autunno scorso, da alcuni Capi di Stato europei. Gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti»

«Mai come in occasione della tempesta Vaia – ha precisato il capo di stato – è stato chiaro all’opinione pubblica italiana, che i mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti pesanti anche sull’ambiente del nostro Paese e sulle condizioni di vita della nostra popolazione. Sentire parlare della desertificazione di ampie fasce delle terre africane o dei violenti tifoni nei Caraibi, sulla costa occidentale degli Stati Uniti o in Asia, appariva qualcosa di remoto, che non ci riguardava».

«I mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti anche sull'ambiente del nostro Paese»
Il ricordo delle vittime

In presenza del Capo dello Stato, il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin si è espresso in ricordo delle tre persone che hanno perso la vita a causa della tempesta Vaia dell’ottobre scorso: Sandro Pompolani, Ennio Piccolin e Valeria Lorenzini. Nel suo elogio funebre, Padrin ha voluto porre le vittime in relazione con «l’imponderabilità della pianificazione territoriale di fronte a cambiamenti climatici, alla fragilità dei territori montani che collassano, all’urgenza sempre più pressante di politiche specifiche per la montagna con azioni puntuali ed efficaci».

Collegare le perdite umane legate alla tempesta dello scorso ottobre con le migliaia di persone che hanno perso la vita a causa delle numerose catastrofi ecologiche che, ogni anno, prendono luogo nel mondo ci fa comprendere il vero prezzo dei continui cambiamenti climatici che stanno affliggendo il nostro pianeta. Il discorso del presidente vuole quindi porre questa tragedia in un ben più vasto ambito globale, non circoscrivendo questi avvenimenti al territorio locale o nazionale.

La salvaguardia del territorio

Inoltre, Mattarella ha tenuto a specificare come il nostro relazionarsi all’ambiente può avere riverberazioni anche sulle nostre vite: «Il territorio del nostro Paese è fragile e le conseguenze dell’abbandono dei territori, verificatosi sulle Alpi e sugli Appennini, vengono pagate a caro prezzo anche dagli insediamenti urbani e produttivi in pianura».

«Occorre proseguire – ha aggiunto – sulla strada di iniziative per la salvaguardia degli assetti idro-geologici. Queste iniziative sono state ampiamente delineate dal Parlamento in questi decenni ed è necessario un impegno condiviso delle istituzioni ai vari livelli per svilupparli e attuarli concretamente. La tutela ambientale e idro-geologica è amica delle persone, ne salvaguarda la vita e difende così il futuro delle nostre comunità, accompagnata, come deve essere, da un uso razionale e sostenibile delle risorse esistenti nell’area».

Il presidente ha concluso il suo discorso con «il rilancio di una politica per la montagna e le popolazioni che la abitano vanno non solo nella direzione della effettiva affermazione della eguaglianza tra cittadini della Repubblica, ma rappresenta una sfida per il recupero pieno di aree abbandonate o sottoutilizzate, preziose per il processo di crescita dell’intero nostro Paese».

«Una sfida per il recupero pieno di aree abbandonate o sottoutilizzate»

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