Notre-Dame: La cultura come analogia della natura

“Perché combattere i cambiamenti climatici se non per vedere le prossime generazioni godere della ricchezza culturale che la razza umana ha costruito?”

Dopo il rogo della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, sono state molte le donazioni raccolte per la sua ricostruzione. Una risposta globale talmente ampia da andare addirittura a creare un dibattito sul “perché donare cosí tanti soldi per il restauro e mantenimento di un singolo edificio quando sono in milioni, nel mondo, a morire di fame?”. Un dibattito quindi sulla presunta distinzione tra i diversi gradi di priorità che separerebbero la cultura dell’uomo – la sua storia – e l’umanità stessa. Save The Planet ha preso parte alla raccolta fondi per ricostruire Notre-Dame.

La nostra missione è quella, se il nostro nome è da essere preso alla lettera, di salvare il pianeta: ma non come entità celeste sospesa nel cosmo, ma bensì come l’habitat della razza umana, la nostra casa. L’interesse che una Onlus dedicata all’ambiente può avere nella salvaguardia del patrimonio culturale umano non è solo giustificata dal senso di protezione nei confronti per quello che di bello c’è nel mondo, ma anche da una giustissima correlazione tra la bellezza naturale e quella culturale.

Il pianeta non come entità celeste sospesa nel cosmo, ma bensì come l’habitat della razza umana
La nostra casa è in fiamme

Perché combattere i cambiamenti climatici e l’inquinamento globale se non per vedere le prossime generazioni imparare e lasciarsi ispirare dall’estesa ricchezza culturale che la razza umana ha costruito nei secoli? Perché investire nell’educazione, se non per impartire il giusto senso del rispetto per la storia e la cultura globale? La stessa Greta Thunberg ha parlato del global warming – e dell’immediatezza delle sue ripercussioni – come “la nostra casa è in fiamme” – una frase che racchiude tutto il senso d’emergenza implicata nel risolvere le questioni climatiche che stanno affliggendo il nostro ecosistema. Sulla stessa riga, il senso di emergenza che ha spinto molti a donare per la ricostruzione di Notre-Dame è scaturito quando un simbolo della nostra cultura è andato letteralmente in fiamme, mostrando a tutti quanto la bellezza – ancora, naturale o culturale – possa essere fragile. Ma non bisogna soffermarsi sul recente rogo come l’unico caso nella storia recente: basti pensare alla parziale distruzione delle rovine di Palmyra nel 2015, dovuta alle tragiche complicazioni della guerra civile in Syria. O al rogo che ha distrutto la bellissima scuola d’arte a Glasgow solo lo scorso giugno. Sono tragedie, queste, che priveranno le generazioni future di un inestimabile patrimonio culturale, nello stesso modo in cui, se non fermato, il cambiamento climatico cambierà il volto del mondo come lo conosciamo.

L'importanza della cultura

Quindi, “perché donare per la ricostruzione di una cattedrale, quando sono ben altri i problemi del pianeta?”. Semplicemente perché il nostro pianeta non è unicamente composto da sconfinati oceani e verdissime foreste, è anche costellato dalle magnifiche opere d’arte che l’uomo ha costruito nel corso di migliaia di anni. E se non impariamo a dare il giusto valore alla cultura – quindi alla nostra storia – allora che importanza ha se la nostra casa è in fiamme? Questi monumenti ci ricordano ogni giorno di quello che abbiamo costruito, cosa ci rappresenta come razza umana. Proteggerli è quindi un nostro importantissimo dovere. Nelle ore del disastro, Notre-Dame è diventata un simbolo della nostra casa, e seguendo la stessa prospettiva, la cattedrale è diventata una metafora del nostro stesso pianeta: in pericolo.

Niente è perduto, comunque: il tetto gotico sarà ricostruito e molte altre generazioni potranno godere della sua bellezza grazie ad uno sforzo collettivo. Portare avanti la nostra storia è parte della natura umana.

Si, anche la natura è umana, a volte.

Perché investire nell’educazione, se non per impartire il giusto senso del rispetto per la storia e la cultura globale?

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