Protocollo Aria Pulita, un impegno contro l’inquinamento

Il documento ha inaugurato il Clean Air Dialogue di Torino, coinvolgendo le politiche e gli approcci dell’Italia e la Commissione europea

Il Protocollo Aria Pulita è stato finalmente firmato lo scorso 4 giugno:

È il primo esercizio di questo genere in Italia per ampiezza di attori coinvolti, per l’intento di mettere al centro il cittadino, per la stretta collaborazione con l’Unione Europea e per l’approccio collaborativo”. Eccome come il premier Giuseppe Conte ha descritto questa collaborazione tra Governo, Regioni e Provincie autonome. La firma di questo importante documento è anche servito ad inaugurare la Clean Air Dialogue, una due giorni di confronto tra amministrazione italiana, portatori di interesse e Unione Europea tenutasi a Torino la scorsa settimana.

Il Protocollo Aria Pulita è nato dal volere dell’esecutivo UE alla luce delle procedure d’infrazione sulla qualità dell’aria che gravano sull’Italia: la 2015/2043 e la 2014/2147, relative al superamento dei livelli di biossido di azoto (NO2) e particolato (PM10) in alcune Regioni italiane. “Abbiamo riunito qui a Torino gli Stati generali dell’aria per affrontare in modo risolutivo e inclusivo il problema dell’inquinamento atmosferico” ha aggiunto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Un problema che, secondo l’OMS causa circa 219 morti ogni giorno: “80 mila circa morti all’anno, numeri che dobbiamo azzerare”.

“Finalmente ci si pone in un’ottica strategica e di collaborazione istituzionale delineando un percorso comune per adottare misure normative”
Un piano d'azione

L’obiettivo primario del Protocollo Aria Pulita è quello di azionare il Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria, una strategia organica che conta numerosi interventi a breve e medio termine disegnati in un’ottica di contrasto all’inquinamento atmosferico, coinvolgendo i settori dell’economia italiana definiti come principali responsabili: trasporti, agricoltura e riscaldamento. Questo il motivo per l’azione coordinata dietro il Protocollo Aria Pulita, rappresentando l’impegno dei ministeri dell’Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture&Trasporti, Politiche agricole e Salute. Insieme a Governo e Regioni, i dicasteri dovranno adottare le necessarie misure di carattere normativo, programmatico e finanziario per intervenire nei settori sopracitati. “È importante lavorare insieme”, ha aggiunto Costa. “Ci siamo assunti una responsabilità politica pubblica, amministrativa e gestionale. Vogliamo fare da battistrada anche per gli altri Paesi europei in procedura d’infrazione

5 punti

Il Protocollo Aria Pulita agirà all’interno di 5 ambiti d’azione, ognuno dei quali con diverse tempistiche, misure attuative e referenti. Il primo è trasversale e sarà basato sulla razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi, l’istituzione di un fondo di finanziamento ad hoc per il controllo dell’inquinamento e una campagna informativa per i cittadini. 

Un secondo ambito riguarderà l’agricoltura e la combustione di biomasse con interventi per abbattere le emissioni di ammoniaca e limitare la combustione dei residui vegetali.

Il terzo punta sulla mobilità e prevede tra le azioni l’introduzione di criteri ambientali nella disciplina della circolazione in ambito extra urbano, linee guida per la classificazione dei veicoli elettrici ibridi e il sostegno alla micro mobilità. Il quarto riguarda la riduzione delle emissioni inquinanti nel riscaldamento civile attraverso azioni di controllo, incentivazione e disincentivazione degli impianti mentre il quinto si focalizza sulla chiusura o la trasformazione degli impianti termoelettrici alimentati a carbone.

"L’obiettivo primario del Protocollo Aria Pulita è quello di azionare il Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria"

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