Rapporto IPCC su clima: il suolo e il climate change

Il rapporto IPCC sul clima e il suolo parla chiaro, la lotta al Climate Change coinvolge anche un cambiamento drastico all’industria agricola come la conosciamo

L’IPCC Special Report on Climate Change and Land (SRCCL) è stato presentato a Ginevra lo scorso 8 agosto. In proposito, Stephen Cornelius – consulente e responsabile IPCC per il WWF – ha commentato con « Questo rapporto invia un chiaro messaggio che il modo in cui attualmente utilizziamo la terra sta contribuendo al cambiamento climatico, minando al contempo la sua capacità di sostenere le persone e la natura. Dobbiamo vedere una trasformazione urgente nel nostro uso del territorio. ».

Le priorità menzionate dall’esperto sono riassumibili nella protezione e il ripristino degli ecosistemi naturali come anche il passaggio a una produzione e un consumo alimentare sostenibili. Un aspetto del climate change emerso dal nuovo IPCC, su cui anche lo stesso WWF ha voluto commentare « Gli esseri umani utilizzano circa il 72% della superficie terrestre globale libera dal ghiaccio, in cui utilizzo a sua volta, contribuisce a circa il 23% delle emissioni totali di gas serra causate dall’uomo, principalmente dalla deforestazione, la conversione dell’habitat per l’agricoltura e le emissioni del bestiame. L’abbattimento delle foreste, la “bonifica” delle torbiere e di altri ecosistemi naturali rilascia carbonio, contribuendo allo stesso tempo a una perdita di biodiversità e a un degrado del suolo senza precedenti. La sola industria alimentare è responsabile del 75% della deforestazione in tutto il mondo, con la maggiore pressione sulle foreste che viene attuata nei tropici. ».

 

“La scienza presentata nel rapporto sottolinea che il clima, le persone e la natura sono fondamentalmente collegati.”
SOLUZIONI NATURALI

Ritardare l’azione su questo fronte potrebbe aumentare drammaticamente il rischio di impatti che i cambiamenti climatici potrebbero avere sulla sicurezza alimentare globale. Impatti che si ripercuoterebbero primariamente sulla porzione più povera della popolazione mondiale. Stephen Cornelius ha aggiunto che « Un’azione precoce per affrontare la crisi climatica ha il potenziale di offrire molteplici vantaggi per tutta la gamma delle sfide del suolo, con molte opzioni che contribuiscono positivamente allo sviluppo sostenibile e ad altri obiettivi della società. L’ IPCC evidenzia le sinergie e i compromessi inerenti alle nostre scelte sui suoli. Per garantire un futuro sicuro per il clima, sostenendo al contempo la sicurezza alimentare e la natura. ».

Per fare fronte a quest’emergenza, il WWF ha preso in considerazione una suite integrata di strumenti di gestione sostenibile del territorio. Il cui ruolo chiave sarà svolto dalla natura stessa. Per esempio le mangrovie aiutano ad aumentare la resilienza climatica, fornendo allo stesso tempo una gamma di servizi ecosistemici alle comunità locali e supportando le nurseries ittiche.

Cornelius ha continuato con « La scienza presentata nel rapporto sottolinea inoltre che il clima, le persone e la natura sono fondamentalmente collegati. Gli sforzi per mitigare i cambiamenti climatici e fermare la perdita di natura devono andare di pari passo ed essere pienamente integrati con l’adattamento climatico e le considerazioni sulla sicurezza alimentare. Le Land-based mitigation options rappresentano fino a un quarto della mitigazione totale proposta dai Paesi nei loro piani climatici nazionali, presentai all’Onu ai sensi dell’accordo di Parigi».

 

“Proteggere le foreste e proporre un nuovo paradigma per il sistema agro-alimentare, sono queste le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica che stiamo affrontando”
DEGRADO INDOTTO DALL’UOMO

Secondo Greenpeace, l’ IPCC conferma l’accelerazione delle temperature globali e che « Più di un quarto della terra del Pianeta è soggetta al “degrado indotto dall’uomo” e la produzione di bioenergia può rappresentare un pericolo consistente per la sicurezza alimentare e la degradazione del suolo. ». La ONG si riferisce al rischio di privarci di preziosi terreni agricoli, spostando piantagioni e pascoli per il bestiame in aree naturali di grande importanza per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia del clima, come le foreste di tutto il mondo.

Martina Borghi, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia, sottolinea che «Proteggere le foreste e proporre un nuovo paradigma per il sistema agro-alimentare, sono queste le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica che stiamo affrontando. Il suolo e la biodiversità stanno soffrendo una pressione enorme a causa dell’aumento della deforestazione in Amazzonia e degli incendi che proprio in questi giorni stanno devastando Siberia e Indonesia. Questi fenomeni hanno un impatto diretto sulla vita di milioni di persone e sul clima, poiché minacciano la nostra sicurezza alimentare favorendo la desertificazione e il degrado del suolo. Alla luce del nuovo Rapporto IPCC, i governi dovranno perciò aggiornare e migliorare i propri piani d’azione per mantenere l’innalzamento delle temperature globali sotto il grado e mezzo».

 

Effettua il login