Riciclo: nel Regno Unito paga il produttore

Una nuova manovra vedrà ricadere il costo netto della raccolta e del riciclo degli imballaggi direttamente sulle tasche dei produttori e rivenditori

Il riciclo degli imballaggi sta per essere completamente ripensato in Gran Bretagna. Grazie ad una nuova manovra, i rivenditori e produttori di imballaggi saranno costretti a pagare tutti i costi della raccolta e del riciclo. Basandosi sul principio di “chi inquina paga” la decisione è stata presa nell’ambito della nuova strategia governativa sui rifiuti, e penalizzerà le compagnie che immettono sul mercato imballaggi difficili da riciclare, come per esempio, i vassoi in plastica nera usati nel packaging di molti prodotti dolciari. I costi che i rivenditori e i produttori si troveranno ad affrontare per il completo riciclo degli imballaggi sono stimati tra i 500 milioni e 1 miliardo di sterline all’anno, dato che il nuovo schema potrebbe obbligarli a pagare anche i costi per la compensazione dei rifiuti da loro creati e quelli per l’applicazione del regime.

“Una manovra che vede lo spreco come una possibilità di riutilizzo e riciclo”
I PUNTI CHIAVE

Mentre il Regno Unito si prepara a lasciare l’Europa, sono state proprio le principali politiche dell’UE sull’economia circolare a ispirare questa nuova strategia di governo, una manovra che vede lo spreco come una possibilità di riutilizzo e riciclo. Oltre a forzare i produttori a pagare milioni di sterline in più per la raccolta e il riciclo degli imballaggi, questa strategia è stata implementata anche per contrastare il crescente inquinamento plastico e lo spreco alimentare, entrambe problematiche che richiedono un occhio di riguardo nell’avviamento di un’economia circolare che funzioni. I punti principali del piano coinvolgono l’introduzione di nuove legislazioni, come l’introduzione di una tassa sulla plastica monouso con meno del 30% di materiale riciclato e il divieto di imballaggi in plastica laddove esistano alternative. Ma non solo tassazioni e divieti, il piano è anche dedicato alla definizione di uno schema per la realizzazione di un deposito per i vuoti a rendere, una mossa che dovrebbe ispirare l’incremento del riciclo di bottiglie e lattine, e coadiuvare quindi un mercato del riciclo più forte nel Regno Unito.

UN NUOVO APPROCCIO

È anche importante considerare che in una città come Londra, la raccolta differenziata non è obbligatoria, e sono infatti in milioni a gettare tutti i propri rifiuti – organici e non- nello stesso sacchetto.. Anche per questo, i promotori della manovra sostengono di aver trovato il modo per smettere di essere una società usa e getta, iniziando finalmente a considerare i rifiuti come una risorsa. Il piano è stato lanciato ufficialmente la scorsa settimana da Michael Gove, segretario dell’ambiente, e coinvolgere anche misure di controllo appropriate per spingere le persone a fare la cosa giusta, “ponendo fine – ha detto Gove – anche allo scandalo economico, ambientale e morale dello spreco alimentare”.  Questo nuovo approccio è quindi riassumibile nell’estensione della responsabilità del produttore, anche e specialmente nella fase successiva dell’utilizzo, e fondamentalmente dedicata ad incentivare la progettazione di prodotti più facili da riutilizzare, smantellare e / o riciclare alla fine del loro ciclo di vita. Questo sistema è già presente in altri pesi europei come Germania, Belgio e Paesi Bassi. Il prossimo passo nella realizzazione di questa strategia sarà concentrato sullo stabilire le modalità con cui i produttori dovranno pagare il costo netto della raccolta e del riciclo degli imballaggi che hanno prodotto loro stessi.

“Ponendo fine allo scandalo economico, ambientale e morale dello spreco alimentare”

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