La serra high tech che aiuta l’ambiente

Una serra nata come start up innovativa che sta portando avanti una vera rivoluzione ecologica nell’agricoltura 4.0

Sfera è un progetto innovativo di serra high tech che nasce nel 2016 come start up e che in soli due anni e mezzo ha visto crescere continuamente investitori e sostenitori.

Il fondatore Luigi Galimberti ha un passato nell’edilizia, mondo che ha deciso di abbandonare, a seguito della crisi del settore del 2009 che ha portato alla chiusura della sua azienda, per investire in un progetto di agricoltura high tech sostenibile.

Sfera è, oggi, la serra più grande d’Italia: si estende per 13 ettari di impianto su un lotto di 22 ettari a Gavorrano, nell’Alta Maremma, per un valore di 18 milioni di euro.

La serra ha una struttura ipertecnologica produce ortaggi sfruttando la tecnica idroponica e garantisce non solo 15 volte più resa a fronte dell’uso del 10% dell’acqua rispetto al campo aperto, ma anche un’elevata qualità dei prodotti data l’assenza di metalli pesanti e pesticidi.

Si calcola che la resa di Sfera si attesti sui 40 kg al metro quadro rispetto agli 8 delle coltivazioni tradizionali.

Il controllo delle colture è completamente digitalizzato e gestito in remoto da un team selezionato dallo stesso fondatore.

L’idea è quella di sviluppare una nuova concezione dell’agricoltura che sia in grado di garantire cibo a tutti con un ridotto impatto sull’ambiente anche in vista della carenza di risorse legata ai cambiamenti climatici annunciata dall’ONU e dalla FAO.

Produrre di più consumando meno, questa è la missione centrale di Sfera che riesce a risparmiare mq e acqua (circa il 90%) grazie al ciclo chiuso e alla tecnica idroponica che consente di accumulare acqua nei mesi più piovosi da utilizzare lungo tutto l’arco dell’anno.

La scarsità dell’acqua crescente e il garantire il diritto al cibo sono la base dello sviluppo di Sfera.
L’ acqua è, infatti, uno dei grandi problemi di sostenibilità in campo agricolo

solo in Italia si stima che l’agricoltura consumi il 54% del patrimonio idrico, un impatto non più sostenibile.

Il progetto Sfera non garantisce solo un aumento della quantità degli ortaggi prodotti ma anche della qualità: nella serra, infatti, sono banditi i pesticidi (eventuali parassiti sono combattuti solo con l’impiego di insetti antagonisti) e le verdure sono così sane che l’azienda ha siglato un accordo con alcune farmacie per vendere al loro interno la passata di pomodoro nichel-free Sfera Agricola, consumabile anche da coloro che sono allergici ai metalli pesanti come il nichel usati tradizionalmente in agricoltura.

Si calcola che nel mondo di spendano ogni anno 3500 miliardi per combattere le malattie metaboliche

Tali patologie sono strettamente legate alla scarsa qualità del cibo che consumiamo e a stili di alimentazione scorretti.

Da una parte una parte della popolazione mondiale non ha accesso a risorse basilari, accesso che rischia di diventare ancora più difficile a causa dei cambiamenti climatici, dall’altra chi vi ha accesso consuma spesso cibo di bassa qualità e a lungo termine dannoso per la salute.

La sfida di Galimberti è estendere il modello di serra Sfera ad altre zone d’Italia in modo da diffondere un progetto di agrotech ecologico e ad alta produttività che possa ridisegnare la geografia dell’agricoltura italiana nel solco della sostenibilità ambientale.

Ma Sfera è anche una risorsa importante per il territorio in cui è nata, una parte della Maremma che un tempo reggeva la sua economia sulle miniere di metalli e che oggi si trova a forte rischio di spopolamento e a cui il progetto garantisce oltre 100 nuovi posti di lavoro.

Il progetto Sfera, così come DAC ( l’impianto di estrazione di CO2 attivo in Puglia) ci mostrano un orizzonte possibile in cui la tecnologia più avanzata si mette al servizio della tutela dell’ambiente, tracciando la strada per un futuro più verde che possa davvero cambiare le sorti del Pianeta.

Sfera traccia la strada per un futuro più verde per il Pianeta

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