Un Sinodo Speciale per l’ecosistema dell’Amazzonia

Sono passati due anni da quando Papa Francesco ha richiesto un Sinodo Speciale che tratti le importanti tematiche ambientali legate ai popoli dell’Amazzonia

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Il Sinodo pan-amazzonico indetto da Papa Francesco si terrà dal 6 al 27 ottobre nell’Aula del Sinodo dei Vescovi, a città del Vaticano. Questa speciale assemblea tratterà il tema “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”. Nonostante la natura evangelica di questo raduno, l’aspetto primario del Sinodo Speciale sarà una riflessione sullo stato ambientale della pan-amazzonia: Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese. È una regione –  abitata da 34 milioni di persone  che è un’importantissima fonte di ossigeno per tutto il pianeta. Vi si trova inoltre il 20% di acqua dolce non congelata di tutto il pianeta. Con un occhio di riguardo per la causa ambientale, il documento preparatorio del Sinodo per l’Amazzonia rilasciato dalla Santa Sede parla chiaramente dei pericoli ecologici che stanno affliggendo quest’importantissima regione: “Nella foresta amazzonica, di vitale importanza per il pianeta, si è scatenata una profonda crisi causata da una prolungata ingerenza umana, in cui predomina una «cultura dello scarto» (LS 16) e una mentalità estrattivista. L’Amazzonia è una regione con una ricca biodiversità; è multi-etnica, pluri-culturale e pluri-religiosa, uno specchio di tutta l’umanità che, a difesa della vita, esige cambiamenti strutturali e personali di tutti gli esseri umani”.

“Desideriamo sapere: come immaginiamo il “futuro sereno” e il “buon vivere” delle future generazioni?”
Cos’è un Sinodo?

Il Sinodo dei Vescovi fu istituito da papa Paolo VI il 15 settembre 1965 in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano II per mantenere viva l’esperienza dello stesso Concilio. È un’assemblea dei rappresentanti dei vescovi cattolici che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale. Le riflessioni di questo Sinodo Speciale supereranno l’ambito strettamente ecclesiastico dell’Amazzonia, protendendosi anche verso il futuro dell’intero pianeta. “Partiamo da un territorio specifico, per gettare a partire da esso un ponte verso altri biomi essenziali del mondo: il bacino del Congo, il corridoio biologico mesoamericano, i boschi tropicali del Pacifico asiatico, il bacino acquifero Guaranì, fra gli altri.

Una presa di posizione piuttosto radicale da parte del Vaticano, che prende a cuore le tematiche ambientali e i danni irreparabili che stanno prendendo luogo oggigiorno in Amazzonia.

Desideriamo sapere: come immaginiamo il “futuro sereno” e il “buon vivere” delle future generazioni? Come possiamo collaborare alla costruzione di un mondo capace di rompere con le strutture che uccidono la vita e con le mentalità di colonizzazione per costruire reti di solidarietà e di inter-culturalità?

Varietà socio-culturale

Il documento introduttivo sul Sinodo dell’Amazzonia prosegue, menzionando anche i pericoli che incombono sulle civilizzazioni indigene, dovuto ovviamente allo sfruttamento del territorio da parte dei paesi occidentali, ma anche sulle logistiche migratorie interne al sud-America. Parlando della storia culturale della regione, è impossibile non menzionare l’interdipendenza che queste civilizzazioni hanno da sempre avuto con le risorse idriche, affidandosi al movimento ciclico dei loro fiumi – inondazioni, riflussi e periodi di siccità –, in un rapporto di rispetto fondato sulla consapevolezza che “la vita dirige il fiume” e “il fiume dirige la vita”. Ma al di là delle circostanze storiche, i popoli della foresta “sopravvivono con ciò che la terra e il bosco offrono loro. Questi popoli vigilano sui fiumi e hanno cura della terra, nello stesso modo in cui la terra ha cura di loro. Sono i custodi della foresta e delle sue risorse”. Sono appunto queste ultime che, negli anni, hanno attratto grandi interessi economici, che hanno provocato l’intensificazione della devastazione indiscriminata della foresta, la contaminazione di fiumi, laghi e affluenti (per l’uso incontrollato di prodotti agrotossici e spargimento di petrolio). Questo è andato a provocare un flusso migratorio che ha reso molti indigeni dei rifugiati vulnerabili. Di conseguenza è cresciuto in tutta l’Amazzonia un atteggiamento xenofobo e di criminalizzazione verso i migranti e i profughi.

In conclusione, il Sinodo coinvolgerà la Santa Sede in prima persona nella lotta contro il cambiamento climatico – una battaglia che, come spiegato, non si limita a trattare questioni di carattere ambientale ed ecologico, ma persino le importanti riverberazioni sociali che queste stanno provocando nel delicato equilibrio culturale dell’intera Amazzonia.

Questi popoli hanno cura della terra, nello stesso modo in cui la terra ha cura di loro

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